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Il vincolo del prezzo massimo di cessione segue il bene, a titolo di onere reale, in tutti i successivi passaggi di proprietà

Una ulteriore conferma arriva dalla giurisprudenza al principio già affermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, secondo cui il vincolo del “prezzo massimo di cessione“ degli immobili costruiti in regime di edilizia agevolata vale non solo per il primo trasferimento (dal costruttore al proprietario) ma anche per tutti i trasferimenti successivi.
Da ultimo in questo senso Cass. civ. Sez. II, 03/01/2017, n. 21, per la quale “Il vincolo del prezzo massimo di cessione degli alloggi costruiti, ex art. 35 della l. n. 865 del 1971, sulla base di convenzioni per la cessione di aree in diritto di superficie, ovvero per la cessione del diritto di proprietà se stipulate, quest’ultime, precedentemente all’entrata in vigore della l. n. 179 del 1992, qualora non sia intervenuta la convenzione di rimozione, ex art. 31, comma 49-bis, della l. n. 448 del 1998, segue il bene, a titolo di onere reale, in tutti i successivi passaggi di proprietà, attesa la “ratio legis” di garantire la casa ai meno abbienti ed impedire operazioni speculative di rivendita; in tal caso, pertanto, la clausola negoziale contenente un prezzo difforme da quello vincolato è affetta da nullità parziale e sostituita di diritto, ex artt. 1419, comma 2, e 1339 c.c., con altra contemplante il prezzo massimo determinato in forza della originaria convenzione di cessione.
Se ti interessa il tema, ne abbiamo già parlato qui.
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2 Comments

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    Salve, ho acquistato un immobile nel 2012 al prezzo di 180.000 euro con mutuo successivamente estinto a seguito della vendita di una casa più piccola. L’immobile acquistato proveniva da primo assegnatario di cooperativa ed il complesso residenziale ove è ubicato l’immobile sorge su terreno con DIRITTO di proprietà in quanto, illo tempore, acquistato dal comune. Oggi, sono nella necessità di dovere rivendere l’appartamento che già rispetto a quanto pagato nel 2012 è molto svalutato, si parla di 130.000 euro quindi con una remissione reale di 50.000 euro, cifra che viste le necessità sarei anche disponibile a rimettere; la beffa è appunto in ciò che gli “ermellini” , grandi pensatori , hanno sentenziato, per cui secondo il Notaio io non posso vendere a più di 95.000 euro che sarebbe un vincolo comunale. Vi chiedo, come secondo o forse terzo acquirente debbo subire questa altra perdita (ho fatto il compromesso e rischio di dovere restituire il doppio della caparra) Help me. Grazie
    Chi mi ha venduto l’appartamento è un Signore anziano che vive!? all’estero. Cosa potrei fare? E’ possibile che in Italia quando si sentenzia in maniera inversa a come sono andate le cose da sempre, non si pensi al pregresso? Vanno bene tutte le soluzioni che possono correggere il presente e futuro perché non si debbano permettere speculazioni, specialmente si questi tempi e sulla casa. Ma non sarebbe più semplice non attivare la retroattività e contestualmente SGRAVARE dal vincolo l’acquirente successivo all’assegnazione dell’immobile che non solo non ha avuto agevolazioni ma, anzi, ha pagato certamente ad un prezzo maggiore l’immobile? Grazie
    Carlo

    •    Reply

      Egregio signore,
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