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15 dicembre 2014

Se l’ex coniuge non versa il mantenimento, questo può essere chiesto direttamente al suo datore di lavoro (e senza dover affrontare alcun giudizio)

avvocato famiglia roma

 

 

 

 

 

L’art. 8 della legge divorzile (L. n. 898/70) introduce una serie di previsioni a tutela del diritto al mantenimento, tra cui la procedura stragiudiziale per addivenire al pagamento dell’assegno direttamente dal datore di lavoro dell’ex coniuge.

Al pari di come potrebbe avvenire in ipotesi di pignoramento presso terzi, in ragione del periodico versamento da parte del datore di lavoro (o se pensionato da parte dell’Ente previdenziale di riferimento) quest’ultimo potrà essere “sostituito” all’ex coniuge inadempiente, garantendo così il puntuale versamento delle somme dovute.

Tale strumento è quindi vantaggioso sotto un duplice aspetto in quanto, da un lato, permette di evitare i costi ed i tempi di un giudizio (non si interessa il tribunale, essendo sufficiente l’intervento dell’Avvocato) e, dall’altro, limita le conflittualità tra gli ex coniugi ed i figli (inserendo un nuovo obbligato a tutela del credito).

I necessari presupposti per usufruire dell’azione diretta.

La citata normativa richiede che:

  1. Si tratti di assegno divorzile o di contributo al mantenimento della prole. Non potendosi utilizzare in sede di separazione, ma solo una volta che sia stato dichiarato il divorzio;
  2. Il terzo che diverrà il nuovo soggetto tenuto al pagamento sia individuato tra i soggetti “tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato”: si pensi al datore di lavoro, gli enti pensionistici, ecc..

La procedura
       La procedura da rispettare richiederà per prima cosa la predisposizione di una idonea diffida e messa in mora, con la puntuale indicazione delle ragioni del credito e dell’entità dell’inadempimento dell’ex coniuge.

Successivamente si dovranno attendere 30 giorni per permettere l’eventuale spontaneo pagamento. Ed una volta decorso inutilmente tale termine, si notificherà quindi un invito formale a corrispondere l’assegno, allegandovi copia della sentenza di divorzio.
L’Avvocato dovrà poi dare comunicazione scritta al coniuge obbligato di aver inviato tale atto al terzo obbligato (ad es. Datore di Lavoro).
Una volta notificato l’invito al Terzo e data comunicazione all’ex coniuge inadempiente, il coniuge beneficiario del mantenimento avrà diritto a farsi pagare direttamente dal datore di lavoro dell’ex marito/moglie.

Tanto che, in caso di inadempimento del terzo (nuovo obbligato), il coniuge avente diritto “ha azione diretta ed esecutiva nei suoi confronti”.
Conferme Giurisprudenziali

Cass. civ. Sez. lavoro, 28/11/2011, n. 25043 (Obbligati anche gli Enti previdenziali)

       Nella nozione di terzo tenuto a corrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge titolare di assegno divorzile vanno compresi gli enti che erogano trattamenti pensionistici, poiché nell’art. 8, sesto comma, della legge 1 dicembre 1970 n. 898, non vi è, al riguardo, un’espressa limitazione ai crediti retributivi, mentre, con il richiamo dell’art. 1, primo comma, deld.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180, si fa menzione anche dei soggetti che corrispondo pensioni, indennità, sussidi e compensi di qualsiasi specie, non essendovi, pertanto, alcuna ragione per escludere i crediti pensionistici.

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In conclusione, la previsione dell’art. 8 della Legge Divorzile si sta dimostrando uno strumento utile per dare una risposta efficace a tutte quelle persone che, pur dovendo mantenere i figli, si trovano sole ed ingiustamente private dell’assegno di mantenimento a loro dovuto.

Jusdem Team

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