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Sanzione Antitrust a Telepass SpA per pratiche commerciali scorrette

Con il provvedimento del 4/10/2016 la società Telepass SpA è stata sanzionata dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, per l’importo di € 200.000, per avere attivato il nuovo servizio di assistenza Opzione Premium sull’intera viabilità stradale, raddoppiando il canone, senza richiedere preventivamente il consenso dei consumatori.

Telepass SpA ha tenuto una condotta consistente nell’attivazione di un nuovo servizio ai clienti sottoscrittori dell’Opzione Premium (e nello specifico dei moduli contrattuali denominati “Opzione Premium”, “Twin”, “Unicum Telepass Family” ed “Unicum Telepass con Viacard”) con aumento del canone – sostanzialmente raddoppiato rispetto a quello precedentemente in vigore – senza averne chiesto preventivamente il consenso.

Precisamente, il professionista, dal mese di novembre 20154, ha inviato ai sottoscrittori dei contratti summenzionati, anche tramite e-mail, una “Proposta di Modifica Unilaterale del Contratto”, nella quale comunicava l’unificazione dell’Opzione Premium – relativa alla prestazione di un pacchetto di servizi ed agevolazioni tra cui il soccorso dell’utente in autostrada – con l’Opzione Premium Extra, che prevede la fornitura del servizio di soccorso anche sulla viabilità ordinaria, con conseguente aumento del canone, a partire dal 1° gennaio 2017, relativamente ai clienti sottoscrittori dell’Opzione Premium.

TLP ha previsto, con riferimento sia agli utenti Premium che Premium Extra, l’adesione tacita alla proposta di modifica in caso di mancata risposta entro 60 giorni dal suo ricevimento, salva la possibilità per il cliente di formalizzare, nel medesimo termine, un espresso recesso dal contratto, senza, peraltro, specificare in modo chiaro che detto recesso si riferisce unicamente all’Opzione Premium (nella sua nuova veste unificata) piuttosto che al servizio di pagamento automatizzato del pedaggio autostradale usufruibile tramite l’apparato Telepass (che rimane comunque attivo) e senza dettagliare le modalità con le quali esercitare tale diritto.

              Le condotte poste in essere sono da ritenersi:

– in relazione ai contratti sottoscritti prima del 13 giugno 2014, pratiche commerciali scorrette, ai sensi degli artt. 20, 24, 25, e 26, comma 1, lettera f), del Codice del Consumo;

– nonché, in relazione ai contratti sottoscritti dopo il 13 giugno 2014, una violazione dell’art. 65 del Codice del Consumo.

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