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L’indennizzo dovuto al terzo non espropriato

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno avuto recentemente modo di chiarire come il Giudice Ordinario, e non quello amministrativo, sia competente a conoscere della domanda di indennizzo formulata da parte del terzo non espropriato, per la diminuzione di valore subita dal proprio fondo.

Cass. civ. Sez. Unite Ordinanza, 03/02/2016, n. 2052 (rv. 638282): “Le controversie aventi ad oggetto le indennità dovute dall’amministrazione ex artt. 46 della legge n. 2359 del 1865 o 44 del d.P.R. n. 327 del 2001 non rientrano nella giurisdizione esclusiva in materia urbanistica, di cui all’art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998, atteso, da un lato, che nei confronti del beneficiario, terzo proprietario, confinante con l’opera pubblica ed estraneo al procedimento espropriativo, non è configurabile un rapporto diretto con l’amministrazione­-autorità, nel cui ambito possa individuarsi una posizione d’interesse legittimo, soggetta alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo, e, dall’altro, anche tenendo conto del carattere indennitario della prestazione, comunque collegata ad un procedimento espropriativo, l’art. 34, comma 3, lett. b), prevede una riserva di giurisdizione ordinaria per la determinazione delle indennità conseguenti all’adozione di atti di natura espropriativa”.

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