Novità & Aggiornamenti

L’azione popolare ex art. 9 T.U.E.L.

Quando il Comune o la Provincia non fanno valere i loro diritti, e non si attivano per la loro difesa, il cittadino può sostituirsi alle stesse Amministrazioni.

L’azione popolare prevista dall’art. 9 del Testo Unico degli Enti Locali d.lgs. 267/2000, prevede un’azione inquadrabile nel fenomeno della sostituzione processuale, utile al cittadino per supplire all’inerzia della amministrazione in difesa di interessi non tutelati dalla amministrazione stessa.

L’azione si propone dinnanzi il Tribunale e deve essere necessariamente preceduta da una diffida, che l’elettore deve inviare all’Amministrazione: nel caso in cui l’inerzia permanga dopo un tempo congruo dalla ricezione della diffida, il cittadino potrà rivolgersi alla giustizia.

Si riportano di seguito alcune delle più rilevanti pronunzie giudiziarie in materia.

Consiglio di Stato Sez. IV, 9/7/2011, n. 4130

L’azione popolare ex art. 9, D.Lgs. n. 267/2000 costituisce uno dei casi in cui può aversi un legittimo fenomeno di sostituzione processuale, poiché conferisce al cittadino elettore dell’ente locale una forma di legittimazione speciale per adire il giudice in sostituzione dell’ente stesso. L’elettore, però, non può insorgere, in luogo dell’amministrazione da lui considerata inadempiente, avverso atti adottati dalla stessa, potendo in tali casi quest’ultima, ove sussistano i presupposti, agire in autotutela.

Consiglio di Stato Sez. V, 29/4/2010, n. 2457

Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune e alla provincia, tramite l’azione popolare di cui all’art. 9 del Tuel, D.Lgs. n. 267/2000, diretta a sopperire all’inerzia degli amministratori degli enti locali. Ne consegue, che l’esercizio di tale azione sostitutiva è preclusa qualora l’ente locale abbia già espresso la propria volontà attraverso l’emanazione di una delibera.

Cass. pen. Sez. III, 24/3/2009, n. 19081 

Nei procedimenti penali per reati ambientali la costituzione di parte civile delle associazioni ambientaliste in sostituzione degli enti territoriali, già consentita dall’art. 9, comma terzo, del D.Lgs. n. 267 del 2000, successivamente abrogato dall’art. 318, comma secondo, del D.Lgs. n. 152 del 2006, è subordinata alla mera inerzia di tali enti, senza che rilevino le ragioni della stessa. (Fattispecie di ritenuta legittimità della costituzione del W.W.F. in presenza del rilascio del certificato di compatibilità paesaggistica da parte del Comune). (Rigetta, App. Firenze, 24 Gennaio 2008)

T.A.R. Veneto Venezia Sez. III, 27/5/2004, n. 1728

Ha natura suppletiva o sostitutiva l’azione popolare disciplinata dall’art. 9, D.Lgs. n. 267 del 2000 che presuppone la mancata iniziativa del comune, che rimane il principale titolare dell’iniziativa processuale; può proporsi la citata azione anche per la tutela di interessi generali, quali la difesa dell’ambiente e della salute, di cui l’autorità comunale risulta essere Ente esponenziale.

 

Leave a Comment

*