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15 aprile 2016

L’applicazione dell’istituto della particolare tenuità del fatto

Con la sentenza n. 13681 del 6 aprile 2016, le Sezioni Unite dalla Cassazione penale hanno stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto si applica ad ogni fattispecie criminosa, in presenza dei presupposti e nel rispetto dei limiti fissati dalla norma.

La particolare tenuità opera per tutti i reati, nessuna fattispecie può essere esclusa.

L’istituto disciplinato dall’art. 131-bis c.p. è una figura di diritto penale sostanziale e quindi può essere applicato a tutti i reati, nessuna fattispecie esclusa.

Tuttavia, precisa il Supremo Collegio il giudizio sulla tenuità del fatto richiede una valutazione molto articolata che deve avere ad oggetto tutti gli elementi della fattispecie oggetto del giudizio, ma come precisato “non esiste un’offesa tenue o grave in chiave archetipica … qualunque reato, anche l’omicidio, può essere tenue, come quando la condotta illecita conduce ad abbreviare la vita solo di poco”.

Il caso oggetto del ricorso, tra l’altro aveva ad oggetto il reato di guida in stato di ebbrezza disciplinato dall’art. 186 del Codice della Strada che si caratterizza per le soglie di punibilità. Ebbene anche in queste particolari ipotesi, dove l’illiceità del fatto è stabilita da parametri oggettivi, il giudice può, sempre tenuto conto di  tutti gli elementi, applicare l’istituto della particolare tenuità del fatto, ma anche in questo caso come nell’ipotesi dell’estinzione del reato per prescrizione saranno applicabili le sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge.

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