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14 luglio 2014

La validità dell’ordine verbale di acquisto titoli di borsa

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In materia di contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento, è discusso se possa ritenersi valido l’ordine di investimento impartito verbalmente dal Cliente alla Banca.

La validità dell’ordine di investimento, da valutarsi separatamente rispetto alla validità del contratto quadro, è stata oggetto di ampio dibattito giurisprudenziale, e non si è giunti ad una definizione univoca della questione, per cui con il presente articolo ci si limita a passare in rassegna i discordanti orientamenti riscontrabili nelle Corti, ferma restando una recente – apparentemente risolutiva – pronuncia della Corte di Cassazione.

Occorre innanzi tutto prendere in considerazione l’art. 23 del d. lgs. 58/1998 (TUF), il quale stabilisce che:

1. I contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento, escluso il servizio di cui all’articolo 1, comma 5, lettera f), e, se previsto, i contratti relativi alla prestazione dei servizi accessori sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti. La Consob, sentita la Banca d’Italia, può prevedere con regolamento che, per motivate ragioni o in relazione alla natura professionale dei contraenti, particolari tipi di contratto possano o debbano essere stipulati in altra forma. Nei casi di inosservanza della forma prescritta, il contratto è nullo 160.

2. E’ nulla ogni pattuizione di rinvio agli usi per la determinazione del corrispettivo dovuto dal cliente e di ogni altro onere a suo carico. In tali casi nulla è dovuto.

3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 la nullità può essere fatta valere solo dal cliente.”

E’ dunque prevista la nullità del contratto con cui viene instaurato il rapporto di compravendita titoli tra la Banca e il Cliente, se tale contratto non ha forma scritta.

E’ invece discusso in giurisprudenza se il singolo ordine, posto in essere in esecuzione del contratto quadro tra Banca e Cliente, possa essere impartito verbalmente.

Nel senso della validità dell’ordine impartito verbalmente:

  1. Cassazione civile sez. I, Data13/01/2012, Numero 384: La forma scritta è richiesta per la validità del c.d. contratto-quadro col quale l’intermediario si obbliga a prestare il servizio di negoziazione di strumenti finanziari in favore del cliente, ma non anche per i singoli ordini che, in base a tale contratto, vengano poi impartiti dal cliente all’intermediario medesimo, la cui validità non è soggetta a requisiti di forma (v. a sostegno la nota a sentenza che segue alla fine della ricerca).
  2. Cassazione civile sez. I, 22/12/2011 Numero:28432: La prescrizione dell’art. 23 d.lg. 24 febbraio 1998 n. 58, secondo cui i contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento debbono essere redatti per iscritto a pena di nullità del contratto, deducibile solo dal cliente, attiene al contratto-quadro, che disciplina lo svolgimento successivo del rapporto volto alla prestazione del servizio di negoziazione di strumenti finanziari, e non ai singoli ordini di investimento (o disinvestimento) che vengano poi impartiti dal cliente all’intermediario, la cui validità non è soggetta a requisiti di forma, non rilevando che l’intermediario abbia violato le regole di condotta concernenti le informazioni (attive e passive) nei confronti del cliente.
  3. Tribunale Lecco 20 luglio 2012La prescrizione di forma scritta, a pena di nullità, di cui all’art. 6, comma 1, lett. c) della legge 1/1991, dell’art. 18 del d. lgs. 415/1996 nonché dell’art. 23 del d. lgs. 58/1998 deve intendersi riferita in via esclusiva al c.d. contratto quadro e non, invece, ai singoli ordini di acquisto o vendita, che ne costituiscono solamente il momento esecutivo.
  4. Tribunale Santa Maria Capua Vetere 04 ottobre 2007La forma scritta ad substantiam è prevista, in modo tassativo, esclusivamente per i contratti che disciplinano la prestazione dei servizi di investimento, intendendosi per tali non i singoli contratti di acquisto titoli, i singoli contratti di investimento, costituenti la prestazione del servizio di intermediazione, ma i contratti che stabiliscono come gli ordini devono essere impartiti.        

Nel senso della nullità dell’ordine impartito verbalmente:

  1. Tribunale Piacenza 28 luglio 2009L’ordine di negoziazione non è un mero atto esecutivo del contratto quadro, ma un vero e proprio autonomo atto negoziale, che non deve essere necessariamente conferito in forma scritta e che può essere fatto oggetto di autonoma e diretta domanda di risoluzione. (fb)
  2. Appello Venezia 19 novembre 2007           Il requisito della forma scritta ad substantiam è previsto dalla legge non solo per il cd. contratto quadro, in base al quale l’intermediario si obbliga a prestare il servizio di investimento, ma anche per i contratti di acquisto dei singoli strumenti finanziari.
  3. Tribunale Lucca 23 settembre 2008Qualora sia contestata la validità dell’ordine di negoziazione per mancanza della forma scritta e della registrazione su nastro magnetico o supporto equivalente, la prova dell’esistenza dell’ordine può essere ricavata dalla mancata contestazione degli estratti conto contenenti la relativa annotazione e degli accrediti relativi al pagamento delle cedole .
  4. Tribunale Milano 26 aprile 2007L’art. 23 del TUF prescrive la forma scritta ad substantiam e la relativa sanzione della nullità solo per il contratto quadro, mentre le modalità di comunicazione dei singoli ordini di negoziazione e delle istruzioni all’intermediario sono rimesse dalla legge all’autonomia delle parti. Pertanto, ove queste abbiano previsto la forma scritta come alternativa a quella orale, si deve ritenere che tale requisito di forma non sia stato voluto per la validità degli ordini ma ad probationem.  

Viene in rilievo, a modo di vedere della giurisprudenza, la pattuizione contrattuale tra le parti: è nel contratto quadro che deve essere prevista la forma utile per la valida contrattazione.

  1. L’inosservanza della disposizione convenzionale che regola la forma degli ordini comporta la nullità dei medesimi, non sanabile con il successivo invio di fissato bollato, o con la ratifica degli acquisti per effetto dell’avvenuto incasso delle cedole, posto che solo il negozio inefficace è suscettibile di ratifica, non anche quello nullo. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia 13 giugno 2011

Avv. Marcello Padovani

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2 Comments

  •    Reply

    Nel caso in cui gli ordini di borsa prodotti in giudizio dalla banca riportano una firma falsa come accertato in sede di CTU ?….

    •    Reply

      Per rispondere compiutamente alla sua domanda sarebbe necessaria la lettura dei contratti e del contenuto dell’ordine, ma sicuramente se sull’ordine è stata apposta una firma falsa l’operazione compiuta non è riconducibile al Cliente e dunque la Banca o l’operatore saranno tenuti al ripristino dello status quo ante. Il cliente avrà altresì diritto al risarcimento del danno subito.
      A disposizione per ogni esigenza di chiarimento saluto cordialmente.
      Avv. Marcello Padovani

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