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25 marzo 2014

La tutela dei disegni, delle opere dell’architettura e dei siti internet

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I disegni, le opere dell’architettura ed i siti internet sono alcune delle opere dell’ingegno con carattere creativo riconosciute dalla Legge sul diritto d’autore (LDA). In particolare i disegni e le opere dell’architettura trovano espressa menzione nell’art. 2, co. 1, n. 5 della ridetta Legge.Ovviamente la tutela che l’ordinamento accorda presuppone l’esistenza di una serie di requisiti, quali:
1)     che vi sia carattere creativo, inteso come “originalità” dell’opera;
2)     che l’opera si sia “estrinsecata” anche se non è stata diffusa tra il pubblico.
Alla creazione dell’opera si riconnettono ex art. 2577 c.c. diritti morali e patrimoniali dell’autore o dei suoi aventi causa.
I diritti morali sono la rivendica della paternità, il diritto di non pubblicare l’opera, il diritto a non vederla modificata da altri e il diritto a ritirarla dal commercio.
I diritti patrimoniali sono i diritti allo sfruttamento economico esclusivo dell’opera o delle sue parti: questi diritti sono accordati per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dalla sua morte, ma sono trasferibili a terzi per atto tra vivi e per causa di morte.
Mentre il diritto d’autore sorge per effetto della sola creazione dell’opera, a garanzia della possibilità di sfruttamento dei diritti patrimoniali è prevista la registrazione ed il deposito dell’opera stessa nei registri pubblici (Siae e registro generale delle opere protette).
La registrazione dunque non è presupposto dello sfruttamento economico dell’opera ma è una facoltà dell’autore, alla quale si riconnette la prova della paternità alla “data certa” del deposito “fino a prova contraria”.
Le opere non pubblicate sono, quindi più esposte al plagio.

Il servizio di deposito delle Opere Inedite
Presso la SIAE è attivo il servizio di deposito delle opere inedite, di cui può fruire anche chi non sia associato alla stessa Società, nonché gli stranieri (l’opera si ritiene “inedita” finchè non sia stata pubblicata e quindi esposta in pubblico, su internet, pubblicata su giornali, ecc.).
Il deposito – che si effettua a Roma presso la Direzione Generale della SIAE, Sezione OLAF –  vale per cinque anni e può essere rinnovato alla scadenza per un uguale periodo. Se, alla scadenza dei cinque anni, il depositante non ritira l’opera o non rinnova il deposito, la SIAE si riterrà autorizzata alla distruzione dell’opera stessa.
La SIAE custodisce nei propri archivi le “opere inedite” depositate, chiuse in buste sigillate e rilascia al depositante un attestato con il numero di repertorio assegnato al deposito. Questa busta non potrà essere aperta se non su ordine di un Giudice, nel caso di conflitto sulla paternità dell’opera.
Possono essere depositati – in formato grafico o su supporto digitale – oltre alle opere grafiche, le opere dell’ingegno rappresentate da romanzi, canzoni, racconti, poesie, copioni, trame, soggetti, opere audiovisive, software, banche dati.
Il costo del deposito è di:
–       65,00 per gli associati SIAE;
–       € 132,00 per gli autori non associati SIAE;
–       € 262,00 quando il deposito sia richiesto da persone giuridiche (società, associazioni, enti, consorzi, ecc.) che abbiano la disponibilità dei diritti di utilizzazione economica o da persone fisiche diverse dall’autore che da quest’ultimo abbiano acquisito i diritti di utilizzazione economica.” Così dal sito SIAE alla data del 22.3.2014.

La grafica di un giornale o di un sito internet
Se, invece, per “disegno” intendiamo l’aspetto grafico di un giornale, di una rivista o di un sito internet, appare di indubbio interesse la pronuncia del Tribunale di Milano del 7 marzo 2008, per il quale “Un progetto grafico può formare oggetto di diritto d’autore se dotato di creatività ed abbia un grado, seppur minimo, di originalità e di individualità, idoneo a differenziarlo da altri progetti o impostazioni grafiche”. Ciò significa che vi è tutela solo ove l’opera sia in grado per le sue caratteristiche di differenziarsi da quelle dello stesso genere: questo non toglie, in nessun caso, la diversa tutela prevista dall’art. 102 LDA, per il quale l’imitazione dell’aspetto grafico è atto di concorrenza sleale, e come tale comportamento illecito suscettibile di repressione con misure cautelari, inibitorie e con sanzioni penali.
Con particolare riferimento ai siti internet la giurisprudenza ha avuto modo di ritenere che l’imitazione servile del sito internet, inteso come opera unitaria, è atto di concorrenza sleale (Tribunale di Bari 21 giugno 1998).

Il diritto morale sull’opera dell’architettura
L’art. 20 co. 2 della LDA prevede che, con riferimento alle opere dell’architettura, l’autore non può opporsi alle modificazione necessarie nel corso della realizzazione o a quelle necessarie ad opera ultimata. Quando, tuttavia, le competenti autorità statali riconoscano “carattere artistico” all’opera, spetta all’autore l’attività di studio e l’attuazione delle modifiche resesi necessarie.
Con particolare riferimento al diritto dell”architetto che abbia reso la propria attività professionale per conto di Ente Pubblico soggetto alla legge sul procedimento amministrativo, appare opportuno segnalare la Sentenza T.A.R. Brescia (Lombardia), 6 novembre 1992, n. 1198 secondo la quale: “Anche se gli art. 1 e 2 n. 5 l. 22 aprile 1941 n. 633, ricomprendono fra le opere protette dal diritto di autore – le opere dell’ingegno a carattere creativo che appartengono all’architettura”, ivi segnatamente compresi i relativi “disegni”, l’amministrazione comunale deve rilasciare a coloro che sono titolari, ai sensi dell’art. 24 l. 7 agosto 1990 n. 241, di “posizioni giuridicamente rilevanti”, copia degli elaborati progettuali, riguardanti le concessioni edilizie da essi ritenute lesive dei propri interessi, salva restando altresì, da parte degli autori dei progetti stessi, ogni tutela giurisdizionale, nelle competenti sedi civili e penali, nell’ipotesi in cui coloro che abbiano ottenuto gli atti in questione li utilizzino, senza alcuna responsabilità del comune, a fini diversi da quelli per i quali il rilascio è avvenuto, ovvero ancora consentano a terzi di porre in essere altrettante illecite utilizzazioni”.

 La brevettazione dei disegni destinati all’industria
Il disegno diventa brevettabile quando contiene una “soluzione originale di un problema tecnico e suscettibile di applicazione industriale” (cit. G. Campobasso, Manuale di diritto commerciale)
Al proposito occorre distinguere tra “modelli di utilità” e “modelli e disegni industriali”.
Il modello di utilità è unmodello atto a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego di macchine o parti di esse, strumenti, utensili ovvero oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti.                                                                      Per essere protetto con modello di utilità è necessario che il prodotto industriale sia nuovo e originale e che abbia particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego”.
“Non è sempre semplice distinguere un modello di utilità da un’invenzione. Molti considerano il modello di utilità come “una piccola invenzione”. Si dice anche che si ha invenzione quando si realizza un prodotto nuovo, mentre si ha modello di utilità quando si migliora un prodotto già esistente”. (così dal sito dell’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti).
I modelli e disegni industriali, diversamente, hanno per oggetto gli “aspetti” esteriori e l’estetica dei prodotti, sempre destinati all’industria.
Dovendo riassumere, tanto i modelli di utilità quanto i disegni e modelli hanno per oggetto una forma, idonea ad una utilizzazione industriale. Questi si differenziano, tuttavia, per l’oggetto della tutela in quanto i modelli di utilità proteggono (con il brevetto) le “forme” del prodotto che gli attribuiscono una funzione, mentre i disegni e modelli quando registrati sono da ritenere protetti solo nel loro aspetto esteriore (manca l’aspetto funzionale).

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