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La prova della spedizione e della conoscenza di una comunicazione si prova anche senza avviso di ricevimento

Con la sentenza n. 19326/2016 della Sezione per le Imprese del Tribunale di Roma, la Corte capitolina ha affermato il principio secondo cui “quando una comunicazione è stata spedita attraverso il servizio postale, mediante raccomandata, della relativa ricezione da parte del destinatario può essere fornita prova anche sulla base della presunzione di ricevimento fondata sull’arrivo della raccomandata all’indirizzo del destinatario, essendo quest’ultimo onerato di provare di non averne avuto conoscenza senza sua colpa.

La ricevuta di spedizione dall’Ufficio postale rappresenta infatti, anche ove manchi l’avviso di ricevimento, la prova certa della spedizione.

Da ciò consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell’atto di intimazione al destinatario, nonchè della sua conoscenza ai sensi dell’art. 1335 c.c.1

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Art. 1335 – Presunzione di conoscenza

La proposta, l’accettazione, la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

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