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17 febbraio 2016

Ingiustificato allontanamento di minore dalla famiglia: risponde il Comune ex art. 2049 c.c.

La Cassazione civile, con la sentenza Sez. III, 16 ottobre 2015, n. 20928 ha reso un’interessante decisione in merito alla responsabilità del Comune per l’adozione di un provvedimento di allontanamento del minore dalla casa familiare in assenza di valide giustificazioni.

Secondo la Cassazione, il carattere gravemente colposo delle condotte commissive ed omissive degli assistenti sociali, determinanti l’allontanamento del minore dal proprio nucleo familiare in assenza di ragioni tali da giustificare un tale provvedimento (anche se non impugnato), configura la responsabilità dell’Amministrazione comunale per fatto dei propri dipendenti e l’obbligo della stessa di risarcire i genitori del minore che abbiano subito la lesione della integrità e della serenità del loro nucleo familiare.

Il Comune risponde ex art. 2049 c.c. sulla base di una responsabilità, addebitabile oggettivamente, per effetto della condotta colposa dei suoi dipendenti, nell’esercizio delle loro specifiche funzioni e non ex art. 2043 c.c. per la illiceità del provvedimento di allontanamento di cui all’art. 403 c.c.

(da Giurisprudenza Italiana 6/2015)

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