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9 dicembre 2014

Illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi: è risarcibile anche il danno non patrimoniale della persona giuridica.

Lo ha confermato Cass. civ., Sez. I, sentenza 9 luglio 2014 n. 15609, secondo la quale in ipotesi di illegittima segnalazione alla centrale rischi, può domandarsi sia il risarcimento del danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica (essendo i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale), sia il risarcimento del danno al patrimonio.

 

Rigettando il ricorso incidentale proposto da un Istituto di credito avverso la sentenza della Corte territoriale che, ritenuta provata l’illiceità della segnalazione, aveva riconosciuto alle società debitrici il risarcimento del danno non patrimoniale (quale “patema e stress” nonché dispendio di energie psico-fisiche dei propri Amministratori nella ricerca di fonti alternative di finanziamento), la Suprema Corte ha ribadito un principio, già espresso in precedenti pronuncie*, secondo il quale anche nei confronti dell’ente collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale, allorquando il fatto lesivo incida su di una situazione giuridica dell’ente che sia «equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla Costituzione».

Più in particolare sul contenuto di questo danno non patrimoniale della persona giuridica, il Giudice di legittimità ha ritenuto non censurabile la sentenza d’appello nella parte in cui aveva interpretato il riferimento allo “stress” degli Amministratori come riferito ad una “disfunzione amministrativa e gestionale”  collegata alla ricerca di fonti di finanziamento alternative, piuttosto che  ad uno stato psicologico come tale.

Peraltro, conclude la Cassazione, entrambe le tipologie di danno possono essere liquidate in via equitativa ai sensi dell’art. 1226 c.c.

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