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Il trattamento IVA del cambio tra valuta tradizionale e bitcoin

Il tema delle criptovalute (ad esempio bitcoin) assume sempre maggiore rilievo nel dibattito economico e politico, mentre le nostre Corti si sono occupate ancora poco o nulla delle questioni che sorgono a fronte dell’espandersi dell’utilizzo di tali sistemi.

Di sicuro rilievo è la Sentenza della Corte Giustizia UE, sez. V, 22 ottobre 2015, causa C-264/14, in materia di esenzione da IVA del margine in sede di cambio tra valuta tradizionale e bitcoin; sentenza dunque secondo la quale:
“L’articolo 2, par. 1, lettera c), della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 20061, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto va interpretato nel senso che costituiscono prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso, ai sensi di tale disposizione, operazioni che consistono nel cambio di valuta tradizionale contro unità della valuta virtuale «bitcoin» e viceversa, effettuate a fronte del pagamento di una somma corrispondente al margine costituito dalla differenza tra, da una parte, il prezzo al quale l’operatore interessato acquista le valute e, dall’altra, il prezzo al quale le vende ai suoi clienti.
L’articolo 135, par. 1, lettera e), della Direttiva n. 2006/112 2 va interpretato nel senso che prestazioni di servizi che consistono nel cambio di valuta tradizionale contro unità della valuta virtuale «bitcoin» e viceversa, effettuate a fronte del pagamento di una somma corrispondente al margine costituito dalla differenza tra, da una parte, il prezzo al quale l’operatore interessato acquista le valute e, dall’altra, il prezzo al quale le vende ai suoi clienti, costituiscono operazioni esenti dall’imposta sul valore aggiunto ai sensi di tale disposizione”.

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  1. Secondo l’articolo 2, par. 1, lettera c), della Direttiva n. 2006/112/CE “1. Sono soggette all’IVA le operazioni seguenti: … c) le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso nel territorio di uno Stato membro da un soggetto passivo che agisce in quanto tale“.
  2. Secondo l’articolo 135 par. 1, lettera e), della Direttiva n. 2006/112: “Gli Stati membri esentano le operazioni seguenti … e) e operazioni, compresa la negoziazione, relative a divise, banconote e monete con valore liberatorio, ad eccezione delle monete e dei biglietti da collezione ossia monete d’oro, d’argento o di altro metallo e biglietti che non sono normalmente utilizzati per il loro valore liberatorio o presentano un interesse per i numismatici“.

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