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Il reato di omessa assistenza in caso di incidente stradale

L’art. 189, primo comma, C.d.S. sancisce l’obbligo in capo all’utente della strada di prestare assistenza a coloro che abbiano subito danno alla persona in caso di incidente ricollegabile al suo comportamento.

Chi viola la suddetta disposizione, ai sensi del settimo comma, è punito con la reclusione da uno a tre anni ed inoltre, a titolo di sanzione amministrativa accessoria, è prevista la sospensione della patente da un minimo di anno e sei mesi ad un massimo di cinque anni.

La norma si pone come ipotesi speciale del delitto sanzionato dall’art. 593, comma secondo, c.p. rubricato omissione di soccorso.

Il bene giuridico tutelato dal reato previsto dal Codice della Strada è da individuarsi in un bene di natura superindividuale, quello della solidarietà sociale, da preservarsi soprattutto quando siano in discussione i beni della vita e della incolumità personale di chi versa in pericolo.

La sentenza in commento ha il pregio di evidenziare come in materia di comportamento in caso di incidente il legislatore abbia imposto una posizione di garanzia a tutti i soggetti coinvolti in un incidente, obbligandoli a fermarsi ed a prestare assistenza.

Per assistenza si intende quel soccorso che si rende necessario, tenuto conto del modo, del luogo del tempo e dei mezzi in cui il sinistro si è verificato.

Si tratta di un reato istantaneo di pericolo, che deve essere accertato con valutazione ex ante, una volta verificato l’incidente incombe su tutti i presenti l’obbligo di attivarsi e prestare soccorso.

Opportunamente, il legislatore ha onerato le persone coinvolte in un sinistro della suddetta posizione di garanzia poiché solo i protagonisti del sinistro, avendo assistito in prima persona all’evento, sono in condizione di percepirne le conseguenze dannose e pericolose che da esso sono conseguite.

Dal punto di vista dell’elemento soggettivo il soggetto agente commette il reato di cui all’art. 189, comma settimo, C.d.S. tutte le volte in cui, tenuto conto delle circostanze in cui si è verificato l’evento, ci sia la concreta eventualità che sia derivato un danno alle persone e che queste necessitino di assistenza, quindi la punibilità è prevista anche a titolo di dolo eventuale (Cass. Pen. Sez. IV, 7 marzo 2014, n. 15040).

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