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Il pignoramento dei beni mobili, forme particolari e strumenti di tutela

Abbiamo già avuto modo di vedere come si svolge il pignoramento presso terzi, ed in particolare il pignoramento del conto corrente bancario o postale del debitore, forma preferita di pignoramento per i suoi costi ridotti ed i tempi ristretti.

Ciò nonostante, quando non sia possibile il pignoramento presso terzi, si può valutare l’opportunita del pignoramento delle cose mobili del debitore.

Il creditore, per ottenere la somma di denaro che gli è dovuta in forza di un titolo esecutivo (sentenze, decreti ingiuntivi, assegni, cambiali, contratti di mutuo…), può pignorare i beni mobili del debitore ai sensi degli artt. 513 – 542 c.p.c.

Innanzi tutto, se è stato promosso il pignoramento immobiliare, “il creditore può far pignorare può far pignorare insieme con l’immobile anche i mobili” ex art. 556 c.p.c. rivolgendosi all’Ufficiale Giudiziaro competente nel luogo in cui deve essere effettuato il pignoramento.

La regola vuole che il debitore risponda delle proprie obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri, tuttavia,

Sono beni impignorabili:

1) i beni indicati nell’art. 414 c.p.c., ovvero i beni strettamente personali di cu isi esclude la giusitizia del pignoramento per motivi umanitari, sentimentali, spirituali.

2) i diritti d’uso e di abitazione, i diritti nascenti dal contratto di comodato o di locazione, in quanto l’espropriazione non può pregiudicare i diritti e prescindere dalla volontà del terzo, che ha concesso questi diritti o ha stipulato tali contratti; i beni destinati al culto cattolico;

3) i beni del demanio pubblico di cui agli artt. 822 e 824 c.c. (musei, biblioteche, archivi …) a meno che l’Autorità amministrativa non dichiari il loro passaggio dal demanio al patrimonio dello stato ex art. 829 c.c.;

4) i beni del patrimonio indisponibile di Stato, Provincee e Comuni ex art. 826 c.c., quando vi sia stato apposto il vincolo di destinazione di servizio pubblico. Non è sufficiente che vi sia un provvedimento amministrativo che apponga il vincolo, bensì si rende necessaria anche l’effettiva destinazione a quel servizio.

5) le aziende, intese come complesso di beni mobili organizzati dall’imprenditore. Attenzione, si possono pignorare i singoli beni che le compongono, ma non complessivamente considerati come azienda ex art. 2555 c.c.

6) le quote delle società di persone, cooperative e mutue assicuratrici, le quote e le azioni del socio di società cooperativa, per i debiti particolari del socio.

7) i beni del fondo patrimoniale, i beni della comunione legale dei coniugi per i debiti contratit da uno dei coniugi prima del matrimonio, i frutti dei beni di proprietà del figlio minore per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per esigenze estranee a quelle della famiglia.

8) Nonchè tutti gli altri beni indicati dalla legge come impignorabili, secondo elencazioni tassative e non estensibili

L’Ufficiale Giudiziario deve rifiutarsi di eseguire il pignoramento su tali beni ma, qualora tali beni siano pignorati, il debitore potrà per il tramite di un avvocato proporre opposizione all’esecuzione, attesa l’inesistenza del diritto del creditore a procedere all’esecuzione sui beni.

Sono pignorabili in parte, e secondo una disciplina particolare, i beni mobili adibiti all’attività lavorativa e professionale del debitore, ma per tali beni si rinvia ad altro articolo.

Sono beni pignorabili:

Fatte salve le esclusioni dette sopra, sono pignorabili tutti i beni mobili presenti nella casa del debitore, sia che questa casa sia di sua proprietà che se la conduca in locazione, ma anche i beni presenti in qualsiasi luogo con cui il debitore abbia uno stabile ed abituale rapporto di fatto. E’ altresì possibile il pignoramento dei beni  del debitore presenti in luoghi non appartenenti allo stesso, ma di cui il debitore abbia la disponibilità materiale.

Se nell’abitazione del debitore sono presenti più conviventi, sono pignorabili tutti i beni presenti all’interno della casa, per i debiti di ciascun convivente, indipendentemente da chi ne sia il proprietario: il convivente che abbia ingiustamente subito il pignoramento potrà tuttavia opporsi, rivolgendosi ad un avvocato il quale dovrà presentare in Tribunale l’opposizione di terzo di cui all’art. 619 c.p.c., fornendo la prova della sua proprietà (fatture d’acquisto, ricevute, scritture private con data certa …).

Casi particolari di pignoramenti mobiliari

Meritano attenzione i pignoramenti di alcuni beni particolari, o di beni che si trovano in alcuni luoghi particolari:

Il pignoramento della cassetta di sicurezza

Il pignoramento della cassetta di sicurezza presente in Banca si attua con il pignoramento mobiliare e non con il pignoramento presso terzi, anche perchè la Banca non conosce il contenuto della cassetta e dunque non potrebe rendere la dichiarazione ex art. 547 c.p.c.

In caso di fallimento del debitore, l’accesso alla cassetta di sicurezza è consentito solo al Curatore fallimentare, che si sostituisce al debitore e ne prende in consegna i beni.

Il pignoramento dei titoli di credito

I titoli di credito sono tra i beni che l’Ufficiale Giudiziario deve “preferire” in sede di pignoramento mobiliare. Il pignoramento coinvolge tanto la cartula, quanto in diritto di credito in esso incorporato.

Se tuttavia il titolo di credito si trova nela disponibilità di un terzo, il creditore dovrà pignorare con le forme del pignoramento presso terzi (perchè si pignora un credito). Allo stesso modo dovranno seguirsi le forme del pignoramento presso terzi quando si voglia pignorare un titolo rappresentativo di merci o un documento di legittimazione nominale, ma anche un certificato di deposito bancario.

Tali titoli di credito possono essere al portatore, all’ordine o nominativi.

Il pignoramento dei libretti di deposito a risparmio

Sono soggetti al pignoramento diretto i libretti al portatore, ai quali si riconosce la natura di titoli di credito.

Al contrario, sono soggetti al pignoramento presso terzi i libretti nominativi, in quanto non sono destinati alla circolazione e non incorporano il diritto nel documento.

In altro articolo abbiamo avuto modo di vedere cosa succede in caso di cointestazione.

Il pignoramento di Azioni e strumenti finanziari dematerializzati

Le azioni al portatore sono pignorabili ai sensi dell’art. 1997 c.c.

Le azioni nominative richiedono, dopo il pignoramento, la doppia annotazione (sul titolo e nei registri dell’emittente). Entrambe tali annotazioni competono all’emittente, il quale provvederà su richiesta del creditore e del custode incaricato.

Tali annotazioni sono necessarie affinchè il vincolo pignoratizio abbia efficacia verso l’emittene e verso i terzi.

Il pignoramento dei fondi comuni d’investimento e dei titoli di stato

Quando i fondi, i titoli di stato o gli strumenti finanziari sono immessi nei sistemi di gestione accentrata, il pignoramento si attua sulla quota del partecipante alla comunione pro quantitate sulla massa di titoli accentrata.

Ne consegue che:

– il creditore deve notificare al terzo (Banca depositaria) l’atto di cui all’art. 543 c.p.c.;

– il creditore deve notificare al terzo anche l’avviso di cui all’art. 599 c.p.c.: ordine di lasciare separare al debitore la sua parte di quote comuni senza ordine del giudice.

Il pignoramento delle quote di una S.R.L.

Quanto il creditore voglia pignorare le quote di una società a responsabilità limitata (ammesso dal 2003 con l’introduzione dell’art. 2471 c.c.), sarà necessaria la notifica del pignoramento tanto al debitore quanto alla società. Gli amministratori dovranno provvedere all’annotazione dell’evento nel libro soci ed il creditore dovrà provvedere all’iscrizione nel registro delle imprese del pignoramento.

Resta dubbio se debbano adottarsi le forme previste dalla legge per il pignoramento mobiliare o per il pignoramento presso terzi. Secondo la giurisprudenza si tratta di un procedimento esecutivo sui generis.

Il pignoramento delle quote di società di persone

Tali quote, secondo la più autorevole giurisprudenza non possono formare oggetto di pignoramento fin quando non si verifichi lo scioglimento della società o del rapporto limitatamente al socio debitore. Cioò in quanto i rapporti tra i soci sono ispirati all’intuitus personae e quindi le quote possono essere trasferite solo con l’accordo tra tutti i soci.

La Cassazione con la sentenza n. 15065/2002 ha tuttavia affermato che tale pignroamento diventa possibile quando lo statuto sociale preveda la trasferibilità della stessa.

Il pignoramento dei marchi e dei brevetti

Si tratta di beni mobili registrati, pignorabili ai sensi dell’art. 137 del Codice della Proprietà Indistriale.

L’atto di pignoramento deve essere trascritto a pena di inefficacia entro 8 giorni nei registri dell’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti. Fintanto che non vi sia la trascrizione, gli atti non hanno effetto nei confronti dei terzi che abbiano acquistato diritti sul titolo di proprietà industriale.

Il pignoramento del nome di dominio

Il domain name non è pignorabile in quanto ha una natura giuridica non ancora ben definita (non è nè diritto reale nè diritto di credito). Il nome di dominio ha grande affinità con l’insegna dell’impresa (ne rappresenta il nome e si collega al marchio) e come tale non pare possibile venderlo a terzi.

La questione merita ulteriore approfondimento e nel futuro si moltiplicheranno i tentativi di aggredire quello che sicuramente è un asset del debitore ed in quanto tale suscettibile di esecuzione.

Avv. Marcello Padovani

 

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