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4 febbraio 2016

Il figlio fuoricorso all’Università perde l’assegno di mantenimento

Come noto vale il principio per cui il dovere di mantemento dei genitori nei confronti dei figli debba valere fino a quando gli stessi figli non si rendano autosufficienti, avendo riguardo a quello che è il loro livello di istruzione e/o di formazione professionale.
Ciò nonostante valgono dei limiti e recentemente la Corte di cassazione con la sentenza dell’1 febbraio 2016, n. 1858 è tornata ad occuparsi della situazione dei figli in ritardo sul percorso accademico.

La Cassazione ha infatti avuto modo di affermare che: “Il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne cessa non solo quando il genitore onerato dia prova che il figlio abbia raggiunto l’autosufficienza economica, ma anche quando lo stesso genitore provi che il figlio, pur posto nelle condizioni di addivenire ad una autonomia economica, non ne abbia tratto profitto, sottraendosi volontariamente allo svolgimento di una attività lavorativa adeguata e corrispondente alla professionalità acquisita”.

Ciò significa anche che qualora il genitore che non ritenga più doveroso o utile contribuire alla partecipazione alle spese di mantenimento del figlio, questi può agire – in sede di separazione, divorzio o modifica delle condizioni di mantenimento – per ottenere la riduzione o l’annullamento del suo obbligo, per l’appunto, di mantenimento.

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