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31 ottobre 2015

Il decreto ingiuntivo per i crediti degli imprenditori commerciali

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Uno degli strumenti processuali più efficaci per ottenere il recupero di un credito è rappresentato dal procedimento del ricorso per decreto ingiuntivo, disciplinato dagli artt. 633 e ss. c.p.c.

Questo strumento è utilizzabile quando del credito si dà prova scritta, nonchè in alcuni altri casi previsti dalla legge.

Un caso particolarmente interessante ed utile nella prassi giudiziaria è sicuramente quello della possibilità per gli imprenditori commerciali di ottenere il decreto ingiuntivo sulla base delle proprie scritture contabili, in forma autenticata da un Notaio.

La regola ha natura eccezionale, perchè il giudice emetterà un provvedimento di condanna sulla base di una documentazione prodotta dallo stesso soggetto che chiede di “vincere la causa”.

Attenzione tuttavia, perchè se il giudice emetterà il menzionato decreto ingiuntivo, quelle scritture private non conserveranno lo stesso valore in caso di opposizione  a decreto ingiuntivo da parte dell’avversario.

Invero, se le scritture contabili giustificano l’emissione del decreto ingiuntivo in forza dell’art. 634 c.p.c., in caso di opposizione “il loro valore probatorio deve essere apprezzato secondo le regole comuni in materia di prove” (v. tra le tante Cass. n. 22896/2005 e Cass. n. 1718/1995).

Ciò anche secondo costante giurisprudenza: Secondo Cass. n. 1718/1995, “I libri e le scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l’imprenditore, ai sensi dell’art. 2709 c.c., e non invece a favore di esso (salvo che ai fini dell’emissione dell’ingiunzione di pagamento, nei limiti previsti dall’art. 634 c.p.c.)”.

Al pari, le fatture provano solo la provenienza delle dichiarazioni da parte di chi le ha sottoscritte (e quindi solo la Segnal Street Srl), ma non la loro veridicità e “nel giudizio di opposizione, in caso di contestazione del credito, perdono valore di prova, essendo state formate dalla stessa parte che se ne avvale” (così tra le tante Cass. n. 8549/2008 e Cass. n. 10860/2007).

In aggiunta si consideri Cass. n. 8843/1994 secondo cui “La fattura costituisce piena prova tra le parti del rapporto giuridico intercorso, ma l’efficacia probatoria è limitata, ai sensi dell’art. 2702 c.c. al punto relativo alla provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, e non si estende alla verdicità delle dichiarazioni stesse“.

La parte che ha richiesto il decreto ingiuntivo – si ricorda –  resta attrice in senso sostanziale nel giudizio di opposizione ed a suo carico resta – ex art. 2697 c.c. – l’onere di allegare i fatti produttivi dell’obbligazione. Resta quindi necessario ai fini del buone esito del processo, anche per i crediti degli imprenditori commerciali, allegare documentazione che provi il credito, l’attività svolta, la consegna della merce o la prestazione del servizio.

Avv. Marcello Padovani

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