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30 gennaio 2016

Il concetto di alterazione psico-fisica nell’art. 187 C.D.S. – Cass. Pen. IV Sez. Sent. 27 gennaio 2016, n. 3623

La sentenza n. 3623/2016 enuncia un interessante principio di diritto in tema di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, reato punito dall’art. 187 del C.d.S.

La norma al primo periodo del primo comma stabilisce che “Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno”.

Già dal tenore letterale della disposizione è possibile evincere che non viene punito colui che si pone alla guida dopo aver assunto delle sostanze stupefacenti, ma diversamente colui che guida in stato di alterazione psicofisica.

Precisa la Corte di Cassazione che lo stato di alterazione non si verifica automaticamente ogniqualvolta un soggetto assuma sostanze stupefacenti, come avviene con la guida in stato di ebbrezza, dove il superamento dei limiti stabiliti dall’art. 186 C.d.S. configura il reato in termini di presunzione assoluta, ma deve essere concretamente accertato.

Nell’episodio oggetto della sentenza il requisito dell’alterazione sarebbe stato desunto dalla condotta dell’imputata che non avrebbe dato la precedente ad un incrocio stradale provocando un incidente, precisa la Corte che aver disatteso la precedenza denota sicuramente una “trascuratezza nella guida” ma non è univocamente segno di alterazione psicofisica.

Sarebbero altre, secondo i giudici, le condotte di guida che denotano lo stato di alterazione come ad esempio: percorrere un tratto autostradale contromano, impattare da soli contro un muro o uno spartitraffico, compiere inversioni su strade a scorrimento veloce, in altre parole si tratta di manovre eclatanti tali da far apparire come verosimile uno stato di alterazione.

Infatti, la semplice presenza di tracce di sostanze stupefacenti nel sangue o nei liquidi non è da sola sufficiente a dimostrare la presenza di uno stato di alterazione, visto e considerato che i residui potrebbero essere dovuti ad una pregressa assunzione avvenuta a distanza di giorni, per appurare oltre ogni ragionevole dubbio lo stato di alterazione è necessaria una visita neurologica o degli esami specifici sulle sostanze.

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