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10 novembre 2014

Banche: le commissioni illecite applicate sui conti correnti “con fido”

 

banche

Sui conti correnti bancari con apertura di credito (anche detti “affidati” o “con fido”) negli ultimi anni si è succeduta l’applicazione da parte delle Banche di commissioni nominate in diverso modo.
Tra queste si ricordano:
– La Provviggione di conto: ovvero la commissione dovuta alla Banca per la messa a disposizione della somma oggetto dell’apertura di credito, indipendentemente dalla sua utilizzazione.
– Commissione di Massimo Scoperto (CMS): corrispettivo per la Banca a fronte dell’onere di tenere a disposizione del Cliente una determinata somma nell’ambito di un contratto di affidamento, calcolata sul massimo utilizzo del fido nel periodo di riferimento o sulla parte non utilizzata dell’apertura di credito concessa.
– La Commissione Mancato Utilizzo (CMU): commissione computata sull’ammontare non utilizzato dei fondi.
Tutte queste commissioni si ritengono oggi a vario titolo illecite e nulle e se applicate il Cliente della Banca può chiederne la restituzione.
Tra l’altro ai fini del calcolo dell’usura dovranno sommarsi in ciascun periodo le somme pagate a titolo di interessi convenzionali e le somme pagate a titolo di CMS o di commissioni di altro genere.1
Risulta molto facile, per gli anni passati, riscontrare l’applicazione di interessi usurari sul conti correnti accessi presso le più grandi banche nazionali e di conseguenza vi sono grossi margini di recupero per il Cliente, soprattutto nel caso di piccole e medie imprese.
Tutte queste commissioni oggi sono superate con l’introduzione nel 2011 la Commissione di Istruttoria veloce (CIV), di cui all’art. 117-bis TUB.
Questa commissione si differenzia dalle vecchie per i seguenti motivi.
La CIV:
1) è l’unico onere che può essere addebitato al Cliente nei contratti di conto corrente affidato;
2) deve essere calcolata in misura proporzionale alla somma messa a disposizione, alla durata dell’affidamento e al tasso debitore calcolato sugli importi realmente utilizzati;
3) non può essere superiore il “tetto massimo” dello 0,5{c50d788fd990179dc6a2939c5c60c88fb83b5aea826e8c88c40e1f09bc9031b5}, per trimestre, della somma messa a disposizione.
La CIV è, dunque, una commissione che remunera in modo forfettario la Banca per i costi generali che questo deve sostenere per le attività di verifica circa la “meritevolezza” del cliente, che viene istantaneamente affidato nel momento in cui gli viene consentito di operare oltre il fido accordato ovvero in assenza di fido.
Recenti pronuncie giudiziarie hanno affermato che la CIV non può essere applicata dall’intermediario quando il saldo di fine giornata risulta invariato o addirittura ridotto rispetto al saldo giornaliero precedente.
Di fronte alla contestazione da parte del Cliente, spetta alla Banca dimostrare di aver compiuto l’istruttoria veloce per ogni singola applicazione della CIV.
Un utilizzo intensivo di tale commissione sarà illecito, in quanto il ricorso all’extra fido deve essere considerato un evento eccezionale. In questo senso, i Clienti che hanno riscontrato l’applicazione della CIV per 20 volte in un mese, avranno presumibilmente fondati motivi per chiedere ed ottenete la restituzione delle somme corrisposte alla Banca a tale titolo.

Il Cliente che ritenga opportuno un accertamento sulla liceità delle somme corrisposte alla Banca nel rapporto di conto corrente con fido può rivolgersi a JusDem Studio Legale per ottenere una verifica preliminare e senza impegno della liceità delle condizioni applicate e delle somme addebitate.

Note:
1. Il fatto che fino al 2009 le “istruzioni” della Banca d’Italia non contemplassero la CMS tra i costi del finanziamento rilevanti ai fini dell’usura non significa che per i periodi precedenti questa non sia da cosiderare a quel medesimo scopo. Le istruzioni di Banca d’Itala non hanno infatti la forza di escludere alcuna somma dal calcolo dell’usurarietà dei finanziamenti, che come espressamente previsto dalla legge deve considerare tutti i costi connessi al finanziamento.
Peraltro, l’inserimento della CMS nei riconteggi utili alla verifica del superamento del tasso soglia per gli anni precedenti al 2009 determina il frequentissimo sforamento della ridetta soglia, con il conseguente diritto del Cliente alla restituzione delle somme pagate per interessi nel trimestre.

Avv. Marcello Padovani

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