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17 novembre 2014

Banche: conti correnti e risarcimenti. E’ tutto vero

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Molti di voi avranno sentito parlare del fatto che le Banche sono solite addebitare illecitamente somme non dovute sui conti correnti o applicare interessi usurari su mutui o altri rapporti di finanziamento. Pressochè la totalità dei rapporti bancari che prevedono erogazione del credito sono effettivamente viziati ed irregolari.1

Con questo articolo Jusdem Studio Legale vuole mettervi a disposizione  un piccolo questionario anonimo che possa aiutarvi a comprendere la vostra situazione ed i vostri diritti.

Cliccando sul link qui sotto potrete scoprirne di più rispondendo a tre semplici domande: richiede 30 secondi. Al termine sarete voi a decidere se ricontattarci, perchè non conserveremo alcun dato personale sulle vostre risposte.

https://docs.google.com/forms/d/1aUHE2boa2g6Oue3FZkBd7FcTxWqPx5mf_33NMJxDeE4/formResponse


Per dimostrare al pubblico che questo contenzioso con le banche è reale e dà spesso risultati eccezionali per il Cliente debitore, ci sembra interessante solo trascrivere alcuni passaggi dei bilanci (al 31 dicembre 2013) delle 5 banche più grandi d’Italia.

Tra queste:

  1.  Unicredit Spa, che ha aumentato di 4 volte in un anno (dal 2012 al 2013) le riserve in bilancio per far fronte alle cause con i Clienti.
    Gli accantonamenti per rischi e oneri netti, complessivamente pari a 665 milioni contro i 169 milioni del 2012, sono essenzialmente riferiti a vertenze fiscali e legali”.
    https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroup/documents/it/Investitori/Bilanci_e_Relazioni/2013/UniCredit-S.p.A.-Relazioni-e-Bilancio-2013.pdf
  2.  Banca Intesa, che con il suo bilancio spiega le ragioni delle condanne giudiziarie subite in materia: “Contenzioso in materia di anatocismo – Nel 1999 la Corte di Cassazione ha mutato il proprio orientamento ed ha ritenuto non più legittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori sui conti correnti, assumendo che la clausola contrattuale che la prevede integri un uso non “normativo” ma meramente “negoziale”, quindi inidoneo a derogare alla norma imperativa di cui all’art. 1283 cod. civ. che vieta l’anatocismo.
    Il successivo D. Lgs. n. 342/99 ha affermato la legittimità della capitalizzazione infra-annuale degli interessi nei conti correnti bancari, purché con pari periodicità di conteggio degli interessi debitori e creditori; dall’entrata in vigore di tale nuova disciplina (aprile 2000) tutti i rapporti di conto corrente sono stati adeguati, con previsione di capitalizzazione trimestrale degli interessi sia attivi che passivi.
    Il contenzioso sorto in tale materia riguarda quindi solo i contratti stipulati anteriormente alla data indicata.
    Con la sentenza a Sezioni Unite n. 24418 del 2 dicembre 2010 la Cassazione ha statuito che il termine decennale di prescrizionecui è soggetto il diritto dei correntisti al rimborso degli interessi anatocistici addebitati sul conto corrente decorre, nel caso in cui il conto sia affidato ed abbia operato nei limiti del fido, dalla data di chiusura del rapporto, mentre, ove il conto sia stato utilizzato oltre tali limiti ovvero non risulti assistito da fido, dalla data in cui siano state accreditate rimesse che hanno avuto per effetto quello di ripianare in tutto o in parte i precedenti addebiti per interessi”
    http://www.group.intesasanpaolo.com/scriptIsir0/si09/contentData/view/content-ref?id=CNT-04-00000001DD182
  3. BancoPopolare: questa Banca esprime preoccupazione per i possibili effetti delle condanne giudiziarie sui bilanci futuri.
    Banco Popolare
    www.bancopopolare.it/media/Relazione-Finanziaria-Annuale_Esercizio-2013-WEB.pdf
  4. Monte dei Paschi di Siena: MPS, si dichiara disponibile a soluzioni conciliative con i Clienti, evitanto giudizi in Tribunale che la vedrebbero difficilmente vincitrice.
    Le cause promosse in danno al Gruppo Montepaschi sono per lo più raggruppabili in sottocategorie, caratterizzate individualmente da un comune denominatore rappresentato da pretesi elementi di criticità di prodotti, operazioni, servizi o rapporti di cui o in cui le società hanno rivestito il ruolo di enti erogatori o collocatori.
    Le principali sottocategorie sono riferibili alle censure riguardanti l’anatocismo, la collocazione di obbligazioni emesse da Paesi o Società poi andati in default, la collocazione di piani finanziari e la gestione di posizioni creditizie. Queste sottocategorie rappresentano per tipologia la maggiore percentuale della perdita totale sullecause legali. Nell’ambito della gestione di tali cause il Gruppo continua ad essere impegnato nella ricerca di soluzioni conciliative“.
    http://www.mps.it/NR/rdonlyres/73AEE96A-A0D8-4B73-8834-08BEE13DD044/72143/2013_BILANCIO_POST_ASSEMBLEA_SITO_MPS.pdf

  5. BNL:
    bnlPer tutelarsi in materia, BNL ha più che raddoppiato tra il 2013 ed il 2014 i propri accantonamenti per far fronte alle sentenze di condanna, stanziando 17 milioni di euro rispetto agli 8 del 2012. Ed infatti, dice la Banca: “Il 30,6{c50d788fd990179dc6a2939c5c60c88fb83b5aea826e8c88c40e1f09bc9031b5} del totale delle perdite è relativo a incidenti con clienti, prodotti e pratiche commerciali. Tale  tipologia di evento ha risentito particolarmente di un rinnovato incremento della cause passive per anatocismo“.http://www.bnl.it/SupportingFiles/Bilancio_Esercizio_2013.pdf

1. Frescura G.B., L’usura di prestiti di banche e finanziarie, pg. 257.

Avv. Marcello Padovani

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