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7 novembre 2016

Azione Collettiva a tutela dei Pensionati. I Tribunali di Milano, Palermo e Brescia accolgono la richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dell’indicizzazione delle pensioni voluto dal governo Monti per gli anni 2012 e 2013, con conseguente diritto al rimborso delle rivalutazioni delle pensioni.

Le principali testate giornalistiche sin dall’emanazione della sentenza della Corte Costituzionale indicavano rimborsi per circa € 1.800,00. Se hai una pensione più alta di € 1.405,05 lorde puoi agire.

(http://www.corriere.it/economia/15_maggio_03/i-calcoli-rimborsi-possibili-risarcimento-medio-1800-euro-c63327b8-f167-11e4-a8c9-e054974d005e.shtml?refresh_ce-cp).

Le recenti giurisprudenze di merito confermano l’esigenza del vaglio costituzionale (Trib. Milano, 30.04.2016; Trib. Palermo, 22.01.2016 e 23.03.2016; Trib. Brescia, 08.02.2016).

 

La questione.

La Legge Fornero aveva bloccato per gli anni 2012 e 2013 la perequazione automatica delle pensioni superiori, nel lordo, ad € 1.405,05, toccando quindi anche le pensioni basse, e non solo quelle più elevate, come avvenuto in passato per qualche anno (1998/2000 e 2008).

Per questo è stata dichiarata incostituzionale.

Con la sentenza 70/15 della Corte Costituzionale è stato dunque imposto all’INPS (e ai Fondi Integrativi) il ripristino della perequazione indebitamente bloccata sulla pensione.

Quando scade il termine per la domanda?

Ultimo termine al 31 dicembre 2016

Importo minimo della pensione per poter agire in giudizio?

Oltre € 1.405,05 lorde, ovvero € 1.129,27 nette (circa).

Costo dell’azione?

€ 200,00 a persona.

Il Tribunale competente?

Le cause nei confronti andranno promosse davanti al Tribunale Ordinario, Sezione Lavoro o presso la Corte dei Conti.

Documenti necessari?

  1. Cedolini della pensione del febbraio del 2012 (o altro mese  del 2012) e di un qualsiasi mese del 2013 (sia che si tratti di pensione INPS o di altro eventuale Fondo integrativo). Tale cedolino può essere scaricato dal sito dell’INPS o presso la sede più vicina;
  2. CUD 2016 relativo al reddito 2015;
  3. Copia della raccomandata interruttiva inviata all’ INPS, allegando l’avviso di spedizione e di ricevimento (se non l’avete ancora inviata ce ne occuperemo noi);
  4. Copia del proprio documento di identità;
  5. Copia del proprio codice fiscale.

 

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