LEGGE 22 ottobre 1971, n. 865 – Programmi e coordinamento dell’edilizia residenziale pubblica

Programmi e coordinamento dell’edilizia residenziale pubblica; norme sulla espropriazione per pubblica utilita’; modifiche ed integrazioni alle leggi 17 agosto 1942, n. 1150; 18 aprile 1962, n. 167; 29 settembre 1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per interventi straordinari nel settore dell’edilizia residenziale, agevolata e convenzionata.

 

 Vigente al: 10-6-2017

TITOLO I
PROGRAMMI E COORDINAMENTO
DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  Per  la  realizzazione  di  programmi  di  interventi  di  edilizia
abitativa  e  degli altri fini indicati nella presente legge, tutti i
fondi stanziati a qualsiasi titolo dallo Stato, dalle aziende statali
e  dagli  enti pubblici edilizi a carattere nazionale, destinati agli
stessi  scopi,  anche  se  derivanti  dalla  stipulazione  di  mutui,
dall'emissione  di  obbligazioni  e  dal  versamento di contributi da
parte  di enti e di privati, sono impiegati unitariamente dallo Stato
secondo le norme della presente legge.
  Sono  esclusi  dalla  previsione di cui al precedente comma i fondi
destinati  alla  costruzione  degli  alloggi  la  cui concessione sia
essenzialmente   condizionata   alla   prestazione   in  loco  di  un
determinato  servizio  presso  pubbliche  amministrazioni  nonche' di
quelli  che  si  trovano  negli  stessi immobili nei quali hanno sede
uffici, comandi, reparti o servizi delle amministrazioni predette.
                               Art. 2.

  E'  istituito, presso il Ministero dei lavori pubblici, il Comitato
per l'edilizia residenziale (CER).
  Esso  e'  presieduto  dal  Ministro  per  i lavori pubblici o da un
Sottosegretario all'uopo delegato ed e' composto:
    1) da un rappresentante del Ministro per i lavori pubblici;
    2)  da  un  rappresentante  del  Ministro  per  il  lavoro  e  la
previdenza sociale;
    3) da un rappresentante del Ministro per il tesoro;
    4)  da  un  rappresentante  del  Ministro  per  il  bilancio e la
programmazione economica;
    5)  da  due  esperti  nominati dal Ministro per i lavori pubblici
anche fra persone estranee all'Amministrazione.
  Il  Comitato  e'  costituito  con decreto del Ministro per i lavori
pubblici e dura in carica tre anni.
  Le  mansioni  di  segretario  sono  svolte  da un funzionario della
carriera  direttiva  dell'amministrazione  centrale del Ministero dei
lavori pubblici.
                               Art. 3.

  Entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge,  le amministrazioni dello Stato, le aziende statali e gli enti
pubblici  previsti  dal  precedente articolo 1 danno comunicazione al
CER  dell'ammontare  dei fondi disponibili per interventi di edilizia
economica e popolare, comprendendovi quelli previsti dall'articolo 67
lettera a) della presente legge, con l'indicazione dei programmi gia'
deliberati  e del loro stato di attuazione, nonche' delle proposte di
ripartizione dei fondi disponibili.
  In   sede  di  ulteriore  applicazione  della  presente  legge,  la
comunicazione  prevista  dal  precedente comma viene data entro il 30
settembre di ogni anno.
  Entro  gli stessi termini previsti dai precedenti commi, le Regioni
trasmettono  al  CER  le  indicazioni  delle  esigenze prioritarie in
materia di edilizia economica e popolare.
  Entro   venti  giorni  dalla  scadenza  dei  termini  previsti  dai
precedenti   commi,   il   CER  formula  il  progetto  del  piano  di
attribuzione  alle Regioni dei fondi indicati nel precedente articolo
1,  recependo,  in  sede  di  prima  applicazione,  i  programmi gia'
deliberati dalle amministrazioni dello Stato, dalle aziende statali e
dagli  enti  pubblici  prima  dell'11  marzo  1971, ed escludendo per
l'esecuzione  di appalti stipulati anteriormente alla data di entrata
in  vigore  della  presente legge e per l'esecuzione di programmi dei
quali  si  prevede  l'appalto  entro il 31 dicembre 1972; il predetto
progetto,  riservata comunque a disposizione del Ministero dei lavori
pubblici  una  quota  non  superiore  al  5  per cento per interventi
straordinari  per pubbliche calamita' ed una quota non superiore allo
0,5  per cento per attivita' di ricerca, studio e sperimentazione, e'
sottoposto   dal   Ministro   per   i  lavori  pubblici  al  Comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE).
  Il   CIPE,  previo  esame  in  seduta  comune  con  la  commissione
consultiva  interregionale  prevista  dall'articolo  9 della legge 27
febbraio  1967,  n.  48,  e  sentite  le confederazioni sindacali dei
lavoratori  maggiormente rappresentative a livello nazionale, approva
il piano con eventuali modificazioni e lo comunica alle Regioni entro
trenta  giorni  dalla  scadenza  del  termine previsto dal precedente
comma.
  Le  Regioni,  entro i sessanta giorni successivi al ricevimento del
piano  di  attribuzione  regionale  previsto  dal  precedente  comma,
approvano i programmi di localizzazione, acquisendo quelli deliberati
dalle   pubbliche  amministrazioni  e  dagli  enti  pubblici  di  cui
all'articolo  1  della  presente  legge prima dell'11 marzo 1971 e ne
danno comunicazione al CER.
  Le Regioni, nel predisporre i programmi di cui al precedente comma,
si  conformano  alle  finalita'  stabilite  dalle  leggi  vigenti per
l'utilizzazione dei fondi ad esse attribuiti.
  Il  CER,  entro  i  limiti  dell'attribuzione dei fondi assegnati a
ciascuna Regione, quale risulta dal piano approvato dal CIPE, tenendo
conto  dei  prevedibili  tempi  di esecuzione dei programmi formulati
dalle  Regioni  stesse  e  del  decreto  del  Ministro  per il tesoro
previsto  dall'ultimo  comma del successivo articolo 5, predispone il
programma  triennale di utilizzazione dei fondi disponibili; verifica
ogni  anno  lo  stato  di attuazione dei programmi gia' deliberati al
fine del coordinamento con quelli da adottare successivamente.
                               Art. 4. 
 
  Fino alla data di entrata in vigore del decreto  delegato  previsto
dal successivo articolo 8, le Regioni  sono  delegate  all'attuazione
dei programmi da esse approvati a norma del precedente articolo 3. 
  A tal fine, esse si avvalgono degli Istituti autonomi per  le  case
popolari e loro consorzi regionali e di cooperative edilizie  e  loro
consorzi. 
  Per l'impiego dei fondi eventualmente  eccedenti  la  capacita'  di
spesa degli enti di cui  al  precedente  comma,  le  Regioni  possono
avvalersi di imprese a  partecipazione  statale  attraverso  apposite
convenzioni. 
  Il CIPE, su  proposta  del  CER  che  accerta  l'eventuale  mancata
attuazione dei programmi deliberati, autorizza l'esercizio  da  parte
del Ministro per i lavori pubblici del potere di  cui  ai  precedenti
secondo e terzo comma. 
                               Art. 5. 
 
  A partire dal mese successivo a quello di entrata in  vigore  della
presente legge sono depositati su appositi conti correnti  presso  la
Cassa depositi e prestiti: 
    a) i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori e le  somme
dovute  dallo  Stato,  ai  sensi  delle  vigenti  disposizioni,  alla
Gestione case per lavoratori (GESCAL), nonche' i fondi che  gli  IACP
devono versare alla GESCAL in relazione agli alloggi  ex  INA-Casa  e
GESCAL assegnati in locazione o a riscatto  e  le  somme  di  cui  al
successivo articolo 61; 
    b)  le  somme  dovute  dallo  Stato,  ai  sensi   delle   vigenti
disposizioni, al Comitato di attuazione del piano di  costruzione  di
abitazioni per i lavoratori agricoli dipendenti, di cui  all'articolo
1 della legge 30 dicembre 1960, n. 1676, e successive integrazioni; 
    c) i fondi di pertinenza di altri  enti  di  cui  all'articolo  1
della  presente  legge  destinati  all'attuazione  di  programmi   di
edilizia abitativa ed eccedenti gli impegni relativi a  realizzazioni
in corso alla data di entrata in vigore  della  presente  legge.  Con
decreti del Ministro per i lavori pubblici, di  concerto  con  quello
per il tesoro, si provvede,  entro  il  termine  di  sessanta  giorni
dall'entrata in vigore  della  presente  legge,  alla  individuazione
degli enti tenuti al deposito. 
  Il Ministro per il tesoro, sentito  il  Comitato  interministeriale
per il credito ed il risparmio, stabilisce i tempi e gli importi  dei
trasferimenti ai conti di  cui  al  precedente  comma  dei  fondi  di
pertinenza della GESCAL, del Comitato  di  attuazione  del  piano  di
costruzione di abitazioni per  i  lavoratori  agricoli  dipendenti  e
degli altri enti, in modo da garantire che tali  trasferimenti  siano
completati non oltre il 31 dicembre 1972. 
  Il Ministro per il tesoro fissa con proprio  decreto  il  tasso  di
interesse da corrispondere sulle somme depositate sui conti di cui al
primo comma. 
  Nei  limiti  dell'attribuzione  dei  fondi  assegnati  a   ciascuna
Regione, il Ministro per i  lavori  pubblici,  sentito  il  CER,  con
proprio decreto, autorizza periodicamente i prelevamenti dai conti di
cui al primo comma,  in  relazione  allo  svolgimento  dei  programmi
costruttivi deliberati. 
  Ai fini  della  predisposizione  del  programma  triennale  di  cui
all'ultimo comma dell'articolo 3, il Ministro per il tesoro,  sentito
il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio,  indica
entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge
e, successivamente, entro  il  30  settembre  di  ciascun  anno,  con
proprio decreto, gli istituti di credito  e  gli  enti  dai  quali  i
beneficiari possono ottenere mutui per la realizzazione dei programmi
di edilizia abitativa previsti dalla presente  legge  e  comunica  al
Ministro per i lavori pubblici, quale  presidente  del  Comitato  per
l'edilizia residenziale, l'ammontare delle disponibilita' finanziarie
che gli istituti e gli enti di cui sopra prevedono di destinare  alla
stipulazione dei mutui ammessi a contributo  statale,  in  base  alle
vigenti  disposizioni,   tenendo   anche   conto   dell'articolazione
regionale dei programmi. 
                               Art. 6. 
 
  Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente  legge
gli istituti autonomi per le case popolari procederanno alla modifica
del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale secondo  le
disposizioni del presente articolo. 
  Il presidente e, ove previsti dai vigenti statuti, i vicepresidenti
degli IACP sono nominati dalla giunta regionale e sono scelti  fra  i
membri eletti dagli enti locali. 
  Il consiglio di amministrazione degli IACP e' composto da: 
    1) tre membri eletti dal consiglio provinciale, uno dei quali  in
rappresentanza delle minoranze; 
    2) un rappresentante del Ministero dei lavori pubblici; 
    3) un rappresentante del Ministero del lavoro e della  previdenza
sociale scelto fra  gli  impiegati  della  carriera  direttiva  degli
uffici periferici competenti per territorio; 
    4) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative, nominati dalla giunta provinciale su terne  proposte
dalle organizzazioni medesime; 
    5) un rappresentante degli assegnatari  di  alloggi  economici  e
popolari, eletto dal consiglio provinciale  e  scelto  in  una  terna
proposta dalle associazioni degli assegnatari; 
    6)  un  rappresentante   delle   organizzazioni   sindacali   dei
lavoratori  autonomi  maggiormente  rappresentative,  nominato  dalla
giunta  provinciale  su  una  terna  proposta  dalle   organizzazioni
medesime. 
  Il  consiglio  di  amministrazione  degli  IACP  operanti   su   un
territorio con popolazione superiore ad un  milione  di  abitanti  e'
composto dai membri indicati nel precedente  comma,  nonche'  da  tre
membri  eletti  dal   consiglio   regionale,   uno   dei   quali   in
rappresentanza delle minoranze. 
  Le funzioni di presidente, di  vice  presidente  e  di  consigliere
degli IACP sono incompatibili con quelle  di  consigliere  regionale,
provinciale e comunale. 
  Il collegio dei sindaci e' composto: 
    a) da un sindaco, con  funzione  di  presidente,  nominato  dalla
giunta regionale e da un sindaco nominato dal consiglio  provinciale,
scelti tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti; 
    b) da un rappresentante del Ministero del tesoro scelto  fra  gli
impiegati della carriera direttiva degli uffici periferici competenti
per territorio. 
  Il consiglio di amministrazione dura in carica cinque anni. 
  I membri eletti secondo le disposizioni di cui  al  numero  1)  del
terzo comma ed i membri nominati a norma del sesto comma, lettera  a)
del presente articolo restano in carica per lo stesso  periodo  degli
organi che li hanno eletti. 
  Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli IACP di
Trento e Bolzano, per i quali si provvedera' con  legge  provinciale,
prevedendo che nei rispettivi organi  direttivi  siano  rappresentati
democraticamente enti locali, lavoratori, assegnatari. 
                               Art. 7. 
 
  Alla data di entrata in vigore della presente  legge,  qualora  non
siano stati emanati,  in  materia  urbanistica,  i  decreti  delegati
previsti dall'articolo 17 della legge 16 maggio 1970,  n.  281,  sono
trasferite  alle  Regioni  a  statuto   ordinario   le   attribuzioni
dell'Amministrazione dei  lavori  pubblici  relative  ai  regolamenti
edilizi, ai programmi di fabbricazione, ai piani di zona di cui  alla
legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive  modificazioni,  ai  piani
particolareggiati di esecuzione del piano regolatore generale  ed  ai
piani di lottizzazione. 
  Sono, altresi', trasferiti alle Regioni di cui agli articoli 6 e  7
della legge 6 agosto 1967, n. 765 quando si tratti di opere  eseguite
od autorizzate in violazione  delle  prescrizioni  del  programma  di
fabbricazione o delle  norme  del  regolamento  edilizio,  nonche'  i
poteri di nulla osta di cui all'articolo 3 della  legge  21  dicembre
1955, n. 1357, quando si tratti di deroghe alle norme del regolamento
edilizio e del programma di fabbricazione. 
  Per le procedure di annullamento in corso alla data di  entrata  in
vigore della presente legge il  termine  stabilito  dall'articolo  7,
terzo comma, della legge 6 agosto 1967, n. 765,  decorre  dalla  data
suddetta. 
  Nell'esercizio delle attribuzioni indicate ai precedenti commi,  le
Regioni  si  avvalgono  dei  provveditorati  regionali   alle   opere
pubbliche e delle sezioni urbanistiche regionali. 
                               Art. 8. 
 
  Il Governo della Repubblica e' delegato  ad  emanare  entro  il  31
dicembre 1972, sentita una commissione composta da dieci  senatori  e
dieci deputati nominati dai presidenti  delle  rispettive  Assemblee,
norme  aventi  valore   di   legge   sulla   riorganizzazione   delle
amministrazioni e degli enti pubblici operanti nel settore  edilizio,
sul riordinamento  dei  criteri  di  assegnazione  degli  alloggi  di
edilizia economica e popolare, dei canoni e delle quote  di  riscatto
con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) provvedere al riordinamento  ed  alla  ristrutturazione  degli
IACP operanti nel territorio di ogni singola Regione, anche  mediante
la creazione di strutture unitarie a livello regionale nei cui organi
direttivi siano rappresentati democraticamente lavoratori, utenti  ed
enti locali, secondo i criteri di cui al precedente articolo 6; 
    b)  provvedere,  per  la  realizzazione  unitaria,  affidata   al
Ministro per  i  lavori  pubblici,  degli  obiettivi  indicati  negli
articoli 1 e 3 della presente legge,  al  trasferimento,  nell'ambito
delle relative competenze funzionali operative e territoriali, al CER
e alle Regioni dei compiti attualmente affidati  alla  Gestione  case
per lavoratori (GESCAL), compresi quelli relativi all'attuazione  del
servizio sociale di cui all'articolo 14 della legge 14 febbraio 1963,
n. 60; 
    c) provvedere al riordinamento del  sistema  di  riscossione  dei
contributi  attualmente  versati  per  la  costruzione  di  case  per
lavoratori  che  preveda  la  partecipazione  di  rappresentanti  dei
contribuenti alla amministrazione delle somme  riscosse,  anche  allo
scopo di garantirne la effettiva destinazione ai fini indicati  dalla
legge istitutiva dei contributi stessi; 
    d) provvedere allo scioglimento degli enti pubblici edilizi sia a
carattere nazionale che locale, fatta eccezione per  quelli  indicati
nella precedente lettera a); 
    e) trasferire agli IACP ristrutturati a termini della lettera  a)
del presente articolo il patrimonio degli  enti  pubblici  edilizi  a
carattere nazionale o locale; 
    f) trasferire agli IACP ristrutturati a termini della lettera  a)
del presente articolo e alle Regioni il personale, ancorche'  non  di
ruolo,  degli  enti  soppressi,  compreso  quello  dell'ente  cui  e'
affidata  l'attuazione  del  servizio  sociale,  salvaguardandone   i
diritti acquisiti ed utilizzando quello in servizio alla data dell'11
marzo 1971; 
    g) riordinare e unificare i criteri di assegnazione degli alloggi
di edilizia economica e  popolare,  semplificandone  la  procedura  e
disciplinando le assegnazioni medesime e la loro revoca, in relazione
alle situazioni territoriali ed alle condizioni economiche  familiari
degli assegnatari; 
    h) riordinare e unificare i criteri  per  la  determinazione  dei
canoni di locazione e  delle  quote  di  riscatto  degli  alloggi  di
edilizia  sovvenzionata  anche  con   riferimento   alle   situazioni
territoriali,  alla  capacita'  economica  media  e  alle  condizioni
abitative degli assegnatari, determinando  la  incidenza  sui  canoni
delle  quote  delle  spese  generali,   di   amministrazione   e   di
manutenzione; 
    i) promuovere la gestione  democratica  degli  alloggi  da  parte
degli assegnatari  con  particolare  riferimento  alla  gestione  dei
servizi comuni e all'impiego delle quote per  la  manutenzione  degli
immobili. 
  Il CER, avvalendosi delle Regioni, predispone e realizza  ogni  due
anni un censimento dei fabbisogni abitativi del Paese, accertando nel
contempo la composizione dei nuclei familiari, i redditi e  la  reale
situazione  abitativa  nonche'  la  dislocazione  territoriale  delle
abitazioni. 

TITOLO II
NORME SULL’ESPROPRIAZIONE
PER PUBBLICA UTILITA’

((TITOLO ABROGATO DAL
D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N. 327))

                               Art. 9. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 10. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 11. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 12. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 13. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 14. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 15. 
   (ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327) (25) ((31)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (31) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 07 - 10 giugno 2011,  n.  181
(in G.U. 1a s.s. 15/06/2011, n. 26)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 5-bis, comma 4, del Decreto-Legge 11  luglio
1992, n. 333, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  8  agosto
1992, n. 359, in combinato disposto con gli articoli 15, primo comma,
secondo periodo, e 16, commi quinto e sesto,della  legge  22  ottobre
1971, n. 865 come sostituiti dall'art.  14  della  legge  28  gennaio
1977, n. 10. 
                              Art. 16. 
   (ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327) (25) ((31)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (31) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 07 - 10 giugno 2011,  n.  181
(in G.U. 1a s.s. 15/06/2011, n. 26)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 5-bis, comma 4, del Decreto-Legge 11  luglio
1992, n. 333, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  8  agosto
1992, n. 359, in combinato disposto con gli articoli 15, primo comma,
secondo periodo, e 16, commi quinto e sesto,della  legge  22  ottobre
1971, n. 865 come sostituiti dall'art.  14  della  legge  28  gennaio
1977, n. 10. 
                              Art. 17. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 18. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 19. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 20. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 21. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 22. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 23. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 24. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 
                              Art. 25. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 GIUGNO 2001, N.327))((25)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n.  327,  come  modificato  dal  D.L.  23
novembre 2001, n. 411,  convertito  con  modificazioni  dalla  L.  31
dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la
proroga dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo
dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1  agosto
2002, n. 166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1)  la  proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal  30
giugno 2002 al 31 dicembre 2002. 
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002, n. 122 , convertito con modificazioni dalla L. 1  agosto  2002,
n. 185 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la  proroga  dell'entrata
in vigore dell'abrogazione del presente articolo dal 31 dicembre 2002
al 30 giugno 2003. 
  Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal  D.  Lgs.  27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata in vigore dell'abrogazione del presente articolo  dal  1
gennaio 2002 al 30 giugno 2003. 

TITOLO III
MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLE LEGGI 17 AGOSTO 1942, N. 1150, 18
APRILE 1962, N. 167 E 29 SETTEMBRE 1964, n. 847

                              Art. 26. 
     ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 28 GENNAIO 1977, N.10)) ((8)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (8) 
  La L. 28 gennaio 1977, n.10 ha disposto (con l'art. 2, comma 4) che
"L'articolo 26 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e'  abrogato.  Le
aree gia' vincolate ai sensi di detto articolo sono  assoggettate  al
regime previsto dall'articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865,
salvo  quanto  previsto  nell'undicesimo,  nel   sedicesimo   e   nel
diciottesimo comma dello stesso articolo 35 per cio' che  concerne  i
requisiti soggettivi." 
                              Art. 27. 
 
  I comuni dotati di piano regolatore  generale  o  di  programma  di
fabbricazione approvati possono formare, previa autorizzazione  della
Regione, un piano delle aree da destinare ad insediamenti produttivi. 
  Le aree da comprendere nel piano sono delimitate, nell'ambito delle
zone  destinate  a  insediamenti  produttivi  dai  piani   regolatori
generali o dai programmi di fabbricazione vigenti, con  deliberazione
del consiglio comunale, la quale, previa pubblicazione, insieme  agli
elaborati, a mezzo di deposito presso la segreteria del comune per la
durata di venti giorni, e' approvata con decreto del presidente della
giunta regionale. 
  Il piano approvato ai sensi del presente articolo ha efficacia  per
dieci anni dalla data del decreto di approvazione  ed  ha  valore  di
piano particolareggiato d'esecuzione ai sensi della legge  17  agosto
1942, n. 1150, e successive modificazioni. 
  Per quanto non diversamente disposto  dalla  presente  legge,  alla
deliberazione del consiglio comunale  e  al  decreto  del  presidente
della giunta regionale si applicano, in quanto compatibili, le  norme
della legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni. 
  Le aree comprese nel piano approvato a norma del presente  articolo
sono espropriate dai comuni o loro consorzi secondo  quanto  previsto
dalla presente  legge  in  materia  di  espropriazione  per  pubblica
utilita'. 
  ((Il comune utilizza le aree espropriate per  la  realizzazione  di
impianti   produttivi   di   carattere   industriale,    artigianale,
commerciale e turistico mediante  la  cessione  in  proprieta'  o  la
concessione del diritto di superficie sulle aree medesime)). Tra piu'
istanze concorrenti e' data la preferenza a quelle presentate da enti
pubblici e aziende a partecipazione statale nell'ambito di  programmi
gia' approvati dal CIPE. 
  La concessione del diritto di superficie ad enti  pubblici  per  la
realizzazione di impianti e servizi pubblici, occorrenti  nella  zona
delimitata dal piano, e' a tempo indeterminato; in  tutti  gli  altri
casi ha una durata non inferiore a sessanta anni e  non  superiore  a
novantanove anni. 
  Contestualmente all'atto di concessione,  o  all'atto  di  cessione
della  proprieta'  dell'area,  tra  il  comune  da  una  parte  e  il
concessionario  o  l'acquirente  dall'altra,  viene   stipulata   una
convenzione per atto pubblico con la quale vengono  disciplinati  gli
oneri posti a  carico  del  concessionario  o  dell'acquirente  e  le
sanzioni per la loro inosservanza. 
                              Art. 28. 
 
  L'ultimo comma dell'articolo 1 della legge 18 aprile 1962, n.  167,
e' sostituito dai seguenti: 
  "Piu' comuni limitrofi possono  costituirsi  in  consorzio  per  la
formazione di un piano di zona consortile  ai  sensi  della  presente
legge. 
  La Regione puo' disporre, a richiesta di una delle  amministrazioni
comunali interessate, la costituzione  di  consorzi  obbligatori  tra
comuni limitrofi per la formazione di piani di zona consortili". 
                              Art. 29. 
 
  Il primo comma dell'articolo 3 della legge 18 aprile 1962, n.  167,
e' sostituito dal seguente: 
  "L'estensione delle zone da includere nei piani e'  determinata  in
relazione alle esigenze dell'edilizia economica  e  popolare  per  un
decennio e non puo' eccedere quella necessaria a soddisfare il 60 per
cento del fabbisogno complessivo di edilizia  abitativa  nel  periodo
considerato". 
                              Art. 30. 
 
  Sono fatte salve le previsioni dei piani di  zona  approvati  prima
dell'entrata in vigore della presente legge, dimensionati  in  misura
superiore a quanto previsto dal precedente articolo 29 della presente
legge. 
                              Art. 31. 
 
  La percentuale del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa  di
cui all'articolo 29 della presente legge si applica anche nei casi in
cui i comuni o loro consorzi procedono all'aggiornamento dei piani di
zona gia' approvati. 
                              Art. 32. 
 
  Il terzo comma dell'articolo 3 della legge 18 aprile 1962, n.  167,
e' sostituito dal seguente: 
  "Possono essere comprese  nei  piani  anche  le  aree  sulle  quali
insistono immobili la cui demolizione o trasformazione sia  richiesta
da ragioni igienico-sanitarie ovvero sia ritenuta necessaria  per  la
realizzazione del piano". 
                              Art. 33. 
 
  L'ultimo comma dell'articolo 3 della legge 18 aprile 1962, n.  167,
e' sostituito dai seguenti: 
  "Qualora non esista piano regolatore approvato, le  zone  riservate
all'edilizia economica e popolare ai sensi dei precedenti commi  sono
comprese in un programma di fabbricazione il  quale  e'  compilato  a
norma dell'articolo 34  della  legge  17  agosto  1942,  n.  1150,  e
successive modificazioni, ed e' approvato  a  norma  dell'articolo  8
della presente legge. 
  I comuni possono comprendere tali zone anche in un piano regolatore
soltanto   adottato   e   trasmesso   ai   competenti   organi    per
l'approvazione.  In  tale  ipotesi  il  piano  delle  zone  suddette,
approvato con le modalita' di cui al comma precedente, e'  vincolante
in sede di approvazione del piano regolatore". 
                              Art. 34. 
 
  All'articolo 8 della legge 18 aprile 1962, n. 167, e'  aggiunto  il
seguente comma: 
  "Le varianti che non incidono sul dimensionamento globale del piano
e  non  comportano   modifiche   al   perimetro,   agli   indici   di
fabbricabilita'  ed  alle  dotazioni  di  spazi  pubblici  o  di  uso
pubblico, o costituiscono adeguamento delle previsioni del  piano  ai
limiti ed ai rapporti di cui all'articolo 17  della  legge  6  agosto
1967,  n.  765,  sono  approvate  con  deliberazione  del   consiglio
comunale. La deliberazione diviene esecutiva ai sensi dell'articolo 3
della legge 9 giugno 1947, n. 530". 
                              Art. 35. 
 
  Le disposizioni dell'articolo 10 della legge  18  aprile  1962,  n.
167, sono sostituite dalle norme di cui al presente articolo. 
  Le aree comprese nei piani approvati a norma della legge 18  aprile
1962, n. 167, sono espropriate dai comuni o dai loro consorzi. 
  Le aree  di  cui  al  precedente  comma,  salvo  quelle  cedute  in
proprieta' ai sensi  dell'undicesimo  comma  del  presente  articolo,
vanno a far parte del  patrimonio  indisponibile  del  comune  o  del
consorzio. 
  Su tali aree il  comune  o  il  consorzio  concede  il  diritto  di
superficie per la costruzione di case di tipo economico e popolare  e
dei relativi servizi urbani e sociali. 
  La concessione del diritto di superficie ad enti  pubblici  per  la
realizzazione di impianti e servizi pubblici e a tempo indeterminato;
in tutti gli altri casi ha una durata non inferiore ad anni 60 e  non
superiore ad anni 99. 
  L'istanza per ottenere la concessione e' diretta al  sindaco  o  al
presidente del consorzio. Tra piu' istanze  concorrenti  e'  data  la
preferenza a quelle presentate  da  enti  pubblici  istituzionalmente
operanti nel  settore  della  edilizia  economica  e  popolare  e  da
cooperative edilizie a proprieta' indivisa. 
  La   concessione   e'   deliberata   dal   consiglio   comunale   o
dall'assemblea  del  consorzio.  Con   la   stessa   delibera   viene
determinato il contenuto della convenzione da  stipularsi,  per  atto
pubblico, da trascriversi presso il competente ufficio  dei  registri
immobiliari, tra l'ente concedente ed il richiedente. 
  La convenzione deve prevedere: 
    a) il corrispettivo della concessione e le modalita' del relativo
versamento, determinati dalla delibera di cui al  settimo  comma  con
l'applicazione dei criteri previsti dal dodicesimo comma; 
    b) il corrispettivo delle opere di urbanizzazione da realizzare a
cura del comune o del consorzio, ovvero, qualora dette opere  vengano
eseguite a cura e spese  del  concessionario,  le  relative  garanzie
finanziarie, gli elementi progettuali delle opere da  eseguire  e  le
modalita' del controllo sulla loro esecuzione, nonche' i criteri e le
modalita' per il loro trasferimento ai comuni od ai consorzi; 
    c) le caratteristiche costruttive e tipologiche degli edifici  da
realizzare; 
    d) i termini di inizio e di ultimazione  degli  edifici  e  delle
opere di urbanizzazione; 
    e) i criteri per la determinazione e la revisione  periodica  dei
canoni di locazione, nonche' per  la  determinazione  del  prezzo  di
cessione degli alloggi, ove questa sia consentita; 
    f) le sanzioni a carico  del  concessionario  per  l'inosservanza
degli obblighi stabiliti nella  convenzione  ed  i  casi  di  maggior
gravita'  in  cui  tale  inosservanza  comporti  la  decadenza  dalla
concessione e la conseguente estinzione del diritto di superficie; 
    g) i criteri per la determinazione del corrispettivo in  caso  di
rinnovo della concessione, la cui durata non puo' essere superiore  a
quella prevista nell'atto originario. 
  Le disposizioni  del  precedente  comma  non  si  applicano  quando
l'oggetto della concessione sia  costituito  dalla  realizzazione  di
impianti e servizi pubblici ai sensi del quinto  comma  del  presente
articolo. 
  I comuni per i  quali  non  sia  intervenuta  la  dichiarazione  di
dissesto finanziario ed i loro consorzi possono,  nella  convenzione,
stabilire a favore degli enti, delle imprese di  costruzione  e  loro
consorzi  e  delle  cooperative  edilizie  e   loro   consorzi,   che
costruiscono alloggi da concedere in locazione  per  un  periodo  non
inferiore a quindici anni, condizioni particolari per quanto riguarda
il corrispettivo della concessione e gli oneri relativi alle opere di
urbanizzazione. 
  Le aree di cui al secondo comma, destinate alla costruzione di case
economiche e popolari, sono concesse in  diritto  di  superficie,  ai
sensi dei commi precedenti, o  cedute  in  proprieta'  a  cooperative
edilizie e loro consorzi, ad imprese di costruzione e  loro  consorzi
ed ai singoli, con preferenza per i proprietari espropriati ai  sensi
della presente legge sempre che questi abbiano i  requisiti  previsti
dalle vigenti disposizioni per l'assegnazione di alloggi di  edilizia
agevolata. (20) 
  I corrispettivi della concessione in superficie, di cui  all'ottavo
comma, lettera a), ed  i  prezzi  delle  aree  cedute  in  proprieta'
devono,  nel  loro  insieme,  assicurare  la  copertura  delle  spese
sostenute dal comune o dal consorzio per  l'acquisizione  delle  aree
comprese in ciascun piano approvato a norma  della  legge  18  aprile
1962,  n.  167;  i  corrispettivi  della  concessione  in  superficie
riferiti al metro cubo edificabile non possono essere superiori al 60
per cento dei prezzi di cessione riferiti allo stesso  volume  ed  il
loro  versamento  puo'  essere  dilazionato  in  un  massimo  di   15
annualita', di importo costante o crescente, ad un  tasso  annuo  non
superiore alla media mensile dei rendimenti lordi dei titoli pubblici
soggetti a tassazione (Rendistato) accertata dalla Banca d'Italia per
il secondo mese precedente a quello di stipulazione della convenzione
di  cui  al  settimo  comma.  Il   corrispettivo   delle   opere   di
urbanizzazione, sia per le aree concesse in superficie che per quelle
cedute in proprieta', e' determinato  in  misura  pari  al  costo  di
realizzazione in proporzione al volume edificabile entro il limite di
quanto dovuto ai  sensi  della  legge  28  gennaio  1977,  n.  10,  e
successive modificazioni. 
  Contestualmente all'atto della cessione della proprieta' dell'area,
tra il comune, o il consorzio, e il cessionario, viene stipulata  una
convenzione per atto pubblico, con l'osservanza delle disposizioni di
cui all'articolo 8, commi primo, quarto  e  quinto,  della  legge  28
gennaio 1977, n. 10, la quale,  oltre  a  quanto  stabilito  da  tali
disposizioni, deve prevedere: 
    a) gli elementi progettuali  degli  edifici  da  costruire  e  le
modalita' del controllo sulla loro costruzione; 
    b) le caratteristiche costruttive e tipologiche degli edifici  da
costruire; 
    c) i termini di inizio e di ultimazione degli edifici; 
    d) i casi nei quali l'inosservanza degli obblighi previsti  dalla
convenzione comporta la risoluzione dell'atto di cessione. 
  I criteri di cui alle lettere e) e g) e le  sanzioni  di  cui  alla
lettera f) dell'ottavo comma, nonche' i casi di cui alla  lettera  d)
del precedente comma dovranno essere preventivamente  deliberati  dal
consiglio comunale o dall'assemblea del consorzio e  dovranno  essere
gli stessi per tutte le convenzioni. 
  COMMA ABROGATO DALLA L. 17 FEBBRAIO 1992, N.179. 
  COMMA ABROGATO DALLA L. 17 FEBBRAIO 1992, N.179. 
  COMMA ABROGATO DALLA L. 17 FEBBRAIO 1992, N.179. 
  COMMA ABROGATO DALLA L. 17 FEBBRAIO 1992, N.179. 
  COMMA ABROGATO DALLA L. 17 FEBBRAIO 1992, N.179. 
  Chiunque  in  virtu'  del  possesso  dei  requisiti  richiesti  per
l'assegnazione di alloggio economico o  popolare  abbia  ottenuto  la
proprieta' dell'area e dell'alloggio su di essa costruito,  non  puo'
ottenere altro alloggio in proprieta' dalle amministrazioni  o  dagli
enti indicati nella  presente  legge  o  comunque  costruiti  con  il
contributo o con il concorso dello Stato a norma dell'articolo 17 del
decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1959, n. 2. 
  Qualora per un immobile oggetto di un intervento  di  recupero  sia
stato, in qualunque forma, concesso, per altro titolo, un  contributo
da  parte  dello  Stato  o  delle  regioni,  puo'  essere  attribuita
l'agevolazione per il recupero  stesso  soltanto  se,  alla  data  di
concessione di quest'ultima, gli effetti della predetta contribuzione
siano gia' esauriti. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (20) 
  La L. 30 aprile 1999, n.136 ha disposto (con l'art. 7, comma 4) che
"La disposizione di cui all'undicesimo comma dell'articolo  35  della
legge 22 ottobre 1971, n. 865, come sostituito dall'articolo 3, comma
63, lettera c), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, che prevede  la
preferenza per i proprietari espropriati ai fini della concessione in
diritto di superficie o della cessione in proprieta' delle  aree,  si
interpreta nel senso che  tale  preferenza  spetta  ai  soggetti  che
abbiano la proprieta' ((o  che  abbiano  in  corso  le  procedure  di
acquisto  con  stipula  di  un  contratto  preliminare  di   acquisto
registrato e trascritto)) delle aree medesime alla data dell'adozione
da parte del comune dello strumento urbanistico  con  il  quale  tali
aree vengono destinate alla realizzazione di  programmi  di  edilizia
economica e popolare." 
                              Art. 36. 
 
  Le disposizioni contenute nell'articolo precedente non si applicano
alle aree che alla data di entrata in  vigore  della  presente  legge
siano state acquisite, previa assegnazione, da  enti  pubblici  o  da
cooperative o siano state cedute, anche in superficie, dal  comune  a
privati,  o  per  le  quali,  alla  medesima  data,  sia  intervenuta
l'assegnazione e sia in corso il procedimento  di  espropriazione  da
parte di detti enti o  cooperative.  Gli  atti  del  procedimento  di
espropriazione non definiti alla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge sono assoggettati alle norme contenute nel  precedente
titolo secondo. 
                              Art. 37. 
 
  ((LA L. 29 LUGLIO  1980,  N.385  HA  CONFERMATO  L'ABROGAZIONE  DEL
PRESENTE COMMA)). 
  In tutti i casi in cui si verifichi la decadenza dalla  concessione
e  la  conseguente  estinzione  del  diritto  di  superficie  di  cui
all'ottavo comma, lettera f) dell'articolo 35, ovvero la  risoluzione
dell'atto di cessione in proprieta'  di  cui  al  tredicesimo  comma,
lettera d) dell'articolo medesimo, l'ente che ha concesso il  diritto
di superficie o che ha ceduto la proprieta' subentrera' nei  rapporti
obbligatori derivanti da mutui ipotecari concessi dagli  istituti  di
credito per il finanziamento delle costruzioni  sulle  aree  comprese
nei piani approvati a norma della presente legge,  con  l'obbligo  di
soddisfare sino  all'estinzione  le  ragioni  di  credito  dei  detti
istituti. 
  I pagamenti da effettuare in  adempimento  di  quanto  previsto  al
comma precedente  saranno  considerati  come  spese  obbligatorie  da
iscrivere in bilancio da parte degli enti  obbligati,  i  quali  sono
tenuti a vincolare agli stessi pagamenti le rendite  derivanti  dalle
costruzioni acquisite per devoluzione o risoluzione della cessione in
proprieta'. 
                              Art. 38. 
 
  ((Le disposizioni dell'articolo 11 della legge 18 aprile  1962,  n.
167, sono sostituite dalle norme del presente articolo. 
  I piani nonche' i loro aggiornamenti di cui al precedente  articolo
31 hanno efficacia per  quindici  anni  dalla  data  del  decreto  di
approvazione, salvo il disposto del  secondo  comma  dell'articolo  9
della legge 18 aprile 1962,  n.  167,  e  sono  attuati  a  mezzo  di
programmi pluriennali i quali debbono indicare: 
    a) l'estensione delle aree di cui si prevede l'utilizzazione e la
correlativa urbanizzazione; 
    b) la individuazione delle aree da  cedere  in  proprieta'  e  di
quelle  da  concedere  in  superficie,  entro  i   limiti   stabiliti
dall'articolo 35 della presente legge, qualora  alla  stessa  non  si
provveda per l'intero piano di zona; 
    c)  la  spesa  prevista  per  la  realizzazione  delle  opere  di
urbanizzazione primaria e  secondaria  e  delle  opere  di  carattere
generale; 
    d) i mezzi finanziari con  i  quali  il  comune  o  il  consorzio
intendono far fronte alla spesa di cui alla precedente lettera c). 
  I programmi di attuazione e le varianti  di  aggiornamento  annuale
sono  approvati  con   deliberazione   del   consiglio   comunale   o
dell'assemblea del consorzio dei comuni  immediatamente  esecutiva  e
soggetta al solo controllo di legittimita'. 
  In assenza del programma o della individuazione di cui alla lettera
b) del precedente secondo comma  la  utilizzazione  delle  aree  puo'
avvenire  esclusivamente  in  regime  di  superficie  e  la  relativa
determinazione e' vincolante in sede di  approvazione  dei  programmi
pluriennali di attuazione)). 
                              Art. 39. 
 
  Gli articoli 12, 13, 14, 15, 16, 17 e  18  della  legge  18  aprile
1962, n. 167, e successive modificazioni, sono abrogati. 
                              Art. 40. 
 
  All'articolo 19 della legge 18 aprile 1962, n. 167, le parole: "...
utilizzate in proprio dagli enti di cui al terzo comma  dell'articolo
10" sono  sostituite  con  le  parole:  "...  utilizzate  dagli  enti
pubblici  istituzionalmente  operanti   nel   settore   dell'edilizia
economica e popolare e da cooperative edilizie". 
                              Art. 41. 
 
  L'articolo 1 della legge 29 settembre 1964, n. 847,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "I comuni ed i consorzi dei comuni sono autorizzati a contrarre, in
deroga agli articoli 300 e 333 del testo unico della legge comunale e
provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383,  mutui
con la Cassa depositi e prestiti, con istituti di  credito  fondiario
ed edilizio, con le sezioni autonome per il  finanziamento  di  opere
pubbliche ed impianti di pubblica utilita', nonche' con gli  istituti
di assicurazione e di previdenza, per la attuazione dei piani di zona
di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e precisamente: 
    a) per l'acquisizione delle aree comprese nei piani suddetti; 
    b) per le opere di urbanizzazione primaria indicate al successivo
articolo 4; 
    c)  per  le  opere  di  urbanizzazione  secondaria  indicate   al
successivo articolo 4; 
    d) per le opere di carattere generale necessarie  per  allacciare
ai pubblici servizi le zone del piano". 
                              Art. 42. 
 
  L'articolo 2 della legge 29 settembre 1964, n. 847,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "I mutui di cui alla  lettera  a)  del  precedente  articolo,  sono
ammortizzabili in un periodo non superiore a 15 anni. 
  Quelli relativi alle opere di cui alle lettere b), c) e d) potranno
avere durata trentacinquennale ed essere assistiti  da  contributi  o
concorsi statali ai sensi delle vigenti disposizioni. La  concessione
dei contributi e concorsi da parte del Ministero dei lavori pubblici,
nell'ambito degli stanziamenti di bilancio, ha carattere prioritario. 
  I mutui sono concessi al tasso di interesse  che  verra'  stabilito
con decreto del Ministro per il tesoro e sono garantiti con i cespiti
di cui all'articolo 15 della legge 22 dicembre 1969, n. 964. 
  In pendenza dell'istruttoria per la costituzione della garanzia  da
parte degli enti mutuatari, i mutui  sono  garantiti  dallo  Stato  e
possono essere somministrati fino all'importo massimo dei due terzi. 
  Con decreto del Ministro per il tesoro la  garanzia  e'  dichiarata
decaduta  per  la  parte  del  mutuo  che   puo'   essere   garantita
direttamente dall'ente mutuatario con cespiti delegabili. 
  L'ammortamento dei mutui puo' avere inizio, su richiesta del comune
o del consorzio, tre anni dopo la concessione del  mutuo  stesso:  in
tal caso i relativi interessi sono capitalizzati". 
                              Art. 43. 
 
  L'articolo 3 della legge 29 settembre 1964, n. 847,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "L'importo dei mutui non puo' essere  superiore  al  25  per  cento
della spesa totale prevista nella relazione finanziaria del piano". 
                              Art. 44. 
 
  All'articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847,  e'  aggiunto
il seguente comma: 
  "Le opere di cui all'articolo 1, lettera c), sono le seguenti: 
    a) asili nido e scuole materne; 
    b) scuole dell'obbligo; 
    c) mercati di quartiere; 
    d) delegazioni comunali; 
    e) chiese ed altri edifici per servizi religiosi; 
    f) impianti sportivi di quartiere; 
    g) centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie; 
    h) aree verdi di quartiere". 
                              Art. 45. 
 
  E' costituito presso la Cassa depositi e prestiti un fondo speciale
con gestione autonoma di lire 300  miliardi  per  la  concessione  di
mutui per l'acquisizione  e  l'urbanizzazione  primaria  delle  aree,
nonche'  per  la  realizzazione  delle  altre  opere  necessarie   ad
allacciare le aree stesse ai  pubblici  servizi,  in  attuazione  dei
piani di zona. 
  Le modalita'  e  le  condizioni  per  il  funzionamento  del  fondo
speciale sono stabilite con  decreto  del  Ministro  per  il  tesoro,
sentito il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio. 
  Il tesoro dello  Stato  e'  autorizzato  ad  apportare  alla  Cassa
depositi e prestiti, per le finalita' di cui al primo comma, la somma
di lire 300 miliardi. 
  Detta somma sara' iscritta nello stato di previsione del  Ministero
del tesoro in ragione di lire 100 miliardi per  ciascuno  degli  anni
1971, 1972 e 1973. 
  Le richieste di mutui di cui al primo comma sono trasmesse  al  CER
dalle  Regioni,  le  quali  provvedono  a  raccoglierle  dai   comuni
interessati ed a coordinarle, avendo anche presenti le localizzazioni
da esse approvate a norma del precedente articolo 3. 
  Il Ministro per i lavori pubblici, su proposta del CER,  trasmette,
entro il primo ottobre di  ciascun  anno,  le  richieste  alla  Cassa
depositi e prestiti, indicando l'ordine di precedenza che  la  stessa
deve rispettare nella  concessione  dei  mutui,  anche  ai  fini  del
rimborso delle anticipazioni di cui al precedente  articolo  23.  (6)
(9) ((10)) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (6) 
  La L. 27 maggio 1975, n.166 ha disposto (con l'art. 7, comma 1) che
"Il fondo di dotazione istituito dall'articolo 45 della legge 22 
ottobre 1971, n. 865, e' elevato a lire 450 miliardi." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (9) 
  La L. 8 agosto 1977, n.513 ha disposto (con l'art. 13, comma 1) che
"Il fondo di dotazione istituito  dall'articolo  45  della  legge  22
ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni e  integrazioni,  e'
ulteriormente elevato a lire 520 miliardi." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (10) 
  La L. 5 agosto 1978, n.457 ha disposto (con l'art. 40, comma 1) che
"Il fondo speciale costituito presso la Cassa depositi e prestiti  ai
sensi  dell'articolo  45  della  legge  22  ottobre  1971,  n.   865,
modificato dall'articolo 7 della legge 27 maggio  1975,  n.  166,  e'
ulteriormente elevato a lire 700 miliardi.  A  tal  fine,  il  tesoro
dello Stato  e'  autorizzato  ad  apportare  alla  Cassa  depositi  e
prestiti la somma di lire 180 miliardi. Detta  somma  sara'  iscritta
nello stato di previsione della spesa del  Ministero  del  tesoro  in
ragione di lire 60 miliardi per ciascuno degli anni finanziari  1979,
1980 e 1981." 
                              Art. 46. 
 
  All'onere di cui al precedente articolo si provvede con  il  ricavo
netto derivante da operazioni finanziarie  che  il  Ministro  per  il
tesoro e' autorizzato ad  effettuare  in  ciascun  anno  mediante  la
contrazione di mutui  con  il  Consorzio  di  credito  per  le  opere
pubbliche o con  emissioni  di  buoni  poliennali  del  tesoro  e  di
speciali certificati di credito. 
  I mutui con il Consorzio di credito  per  le  opere  pubbliche,  da
ammortizzare in un  periodo  non  superiore  a  venti  anni,  saranno
contratti nelle  forme,  alle  condizioni  e  con  le  modalita'  che
verranno stabilite con apposite  convenzioni  da  stipularsi  tra  il
Ministro per il tesoro ed  il  Consorzio  di  credito  per  le  opere
pubbliche e da approvarsi con decreto del Ministro per il tesoro. 
  Il servizio dei mutui sara' assunto dal Ministero del tesoro. 
  Le rate di ammortamento saranno iscritte negli stati di  previsione
della spesa del Ministero medesimo  e  specificatamente  vincolate  a
favore del Consorzio di credito per le opere pubbliche. 
  Per la emissione dei buoni poliennali del  tesoro  a  scadenza  non
superiore a nove anni si osservano le disposizioni di cui alla  legge
27 dicembre 1953, n. 941. 
  Per la  emissione  dei  certificati  di  credito  si  osservano  le
condizioni e le modalita' di cui all'articolo 20 del decreto-legge 30
agosto 1968, n. 918, convertito, con modificazioni,  nella  legge  25
ottobre 1968, n. 1089. 
  All'onere relativo alle operazioni finanziarie di cui  al  presente
articolo per l'anno finanziario 1971,  sara'  fatto  fronte  mediante
riduzione dei fondi speciali, di cui ai  capitoli  nn.  3523  e  6036
dello stato  di  previsione  del  Ministero  del  tesoro  per  l'anno
medesimo. 
  Il Ministro per il tesoro e' autorizzato a provvedere,  con  propri
decreti, alle occorrenti variazioni  di  bilancio  per  gli  esercizi
1971, 1972 e 1973. 
                              Art. 47. 
 
  In sede di prima applicazione i comuni o consorzi, sulla  base  dei
programmi pluriennali di attuazione dei piani di zona, presentano  le
richieste di finanziamento alla Regione entro sessanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della presente legge. 
  La Regione indica l'ordine di priorita'  ed  invia  entro  i  venti
giorni successivi le  proprie  proposte  al  Ministro  per  i  lavori
pubblici. 
  Il Ministro per i lavori pubblici trasmette le richieste alla Cassa
depositi e prestiti indicando l'ordine di precedenza sulla  base  del
quale  verranno  concessi  i  mutui  nei  limiti  degli  stanziamenti
previsti per gli anni finanziari 1971 e 1972, a norma del  precedente
articolo 45. 

TITOLO IV
PROGRAMMI PUBBLICI
DI EDILIZIA RESIDENZIALE

                              Art. 48. 
 
  Nel  triennio  1971-1973   i   programmi   pubblici   di   edilizia
residenziale di cui al presente titolo prevedono: la  costruzione  di
alloggi destinati alla generalita' dei lavoratori  ed  a  coloro  che
occupano abitazioni improprie, malsane e fatiscenti da  demolire;  la
costruzione di alloggi destinati a soddisfare i fabbisogni  abitativi
di zone colpite da calamita' naturali; la costruzione di case-albergo
per studenti, lavoratori; lavoratori  immigrati  e  persone  anziane,
nonche' di alloggi  destinati  ai  cittadini  piu'  bisognosi,  anche
riuniti in cooperative edilizie; la costruzione di alloggi in  favore
di lavoratori dipendenti emigrati all'estero e di profughi, anche  se
riuniti  in  cooperative  edilizie;  la  realizzazione  di  opere  di
urbanizzazione primaria e  secondaria  relative  agli  interventi  di
edilizia abitativa;  l'esecuzione  di  opere  di  manutenzione  e  di
risanamento del patrimonio di abitazioni di tipo economico e popolare
dello Stato e degli enti di edilizia economica  e  popolare,  escluso
quello ceduto ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 17
gennaio 1959, n.  2;  l'integrazione  dei  contributi  concessi  agli
istituti autonomi per  le  case  popolari  per  la  realizzazione  di
programmi edilizi. 
  I programmi sono predisposti secondo le disposizioni contenute  nel
titolo I della presente legge. 
  Una quota non inferiore al 5 per cento dell'importo complessivo dei
programmi suddetti e' destinata all'esecuzione di opere  di  edilizia
sociale. 
  Nella ripartizione degli interventi una quota non inferiore  al  45
per cento degli importi complessivi e' riservata ai territori di  cui
all'articolo 1 del testo unico delle leggi sul Mezzogiorno  approvato
con il decreto del Presidente della Repubblica  30  giugno  1967,  n.
1523. 
  Quando si tratti di costruzioni da realizzarsi in base  alla  legge
14 febbraio 1963, n. 60, possono chiedere i benefici stabiliti  dalla
legge stessa  anche  i  lavoratori  dipendenti  emigrati  all'estero,
ancorche' non si sia fatto luogo al pagamento dei contributi  di  cui
alla stessa legge. 
  Alle domande di  prenotazione  presentate  da  lavoratori  emigrati
all'estero saranno attribuiti i seguenti punteggi: 
    a) in relazione al bisogno di alloggio, giusta l'articolo 70  del
decreto del Presidente della Repubblica 11 ottobre 1963, n. 1471:  il
punteggio di punti  3,  intendendosi  parificata  la  condizione  del
lavoratore emigrato a quella prevista dalla  lettera  c)  del  citato
articolo 70, ancorche' la sua famiglia conviva con lui all'estero; 
    b) per anzianita' di lavoro nella localita' in cui sono  previste
le costruzioni degli alloggi: i punteggi  previsti  dall'articolo  71
del decreto del Presidente della Repubblica 11 ottobre 1963, n. 1471,
considerandosi utile a tale effetto la localita' di  residenza  della
famiglia del  lavoratore  se  essa  non  convive  con  il  lavoratore
emigrato all'estero, oppure la  localita'  di  ultima  residenza  del
lavoratore in Italia se la famiglia si e' trasferita  all'estero  con
lui. I periodi di lavoro prestati all'estero si considerano  prestati
nella localita' determinata come sopra, sommandosi con i  periodi  di
lavoro  (anche  non  iniziali)  prestati   eventualmente   in   dette
localita', anche in piu' riprese; 
    c) in  relazione  all'anzianita'  di  contribuzione:  i  punteggi
previsti dall'articolo 72 del decreto del Presidente della Repubblica
11 ottobre 1963, n. 1471,  computandosi  come  periodi  di  effettiva
contribuzione anche i  periodi  di  lavoro  prestati  all'estero,  da
documentarsi  con  attestati  delle  ditte  alle  cui  dipendenze  il
lavoratore abbia  prestato  la  sua  opera,  vidimati  dal  consolato
italiano  di  prima  categoria  competente  per  territorio  o  dalla
cancelleria  consolare  della  rappresentanza  diplomatica   italiana
accreditata nel  Paese  in  cui  il  lavoro  e'  stato  prestato.  Il
punteggio  minimo  si  intende  elevato  a  punti  2  se  il   lavoro
all'estero, anche in piu' riprese, sia durato almeno tre anni. 
                              Art. 49. 
 
  Ai lavoratori dipendenti o autonomi che, per  la  ricostruzione  di
abitazioni distrutte o gravemente danneggiate nei comuni  soggetti  a
totale o parziale trasferimento, siano stati ammessi a  contributi  a
fondo perduto per effetto  di  disposizioni  legislative  emanate  in
favore di persone colpite da calamita' naturali  e  catastrofi,  sono
concessi ulteriori contributi integrativi a fondo perduto  sino  alla
concorrenza dell'intero ammontare della spesa iniziale. 
  Di tale beneficio potranno usufruire i  proprietari  per  una  sola
unita'  immobiliare  utilizzata  personalmente  o  da   un   prossimo
congiunto, anche se iscritti nei ruoli dell'imposta  sui  redditi  di
ricchezza mobile e dell'imposta complementare alla  data  dell'evento
della calamita' naturale. 
  Con la legge di  approvazione  del  bilancio  dello  Stato  saranno
stanziate  annualmente  le  somme  occorrenti  per  l'attuazione  del
presente articolo. 
                              Art. 50. 
 
  Nei comuni che abbiano provveduto alla formazione dei piani di zona
ai sensi della  legge  18  aprile  1962,  n.  167,  le  aree  per  la
realizzazione dei programmi pubblici di edilizia  abitativa  previsti
dal presente titolo sono scelte nell'ambito di detti piani. 
                              Art. 51. 
 
  Nei comuni che non dispongono dei piani  previsti  dalla  legge  18
aprile 1962, n. 167, i programmi costruttivi sono localizzati su aree
indicate con deliberazione del consiglio comunale  nell'ambito  delle
zone  residenziali  dei  piani  regolatori   e   dei   programmi   di
fabbricazione, sempre che questi risultino  approvati  o  adottati  e
trasmessi per le approvazioni di legge. 
  Con la stessa deliberazione sono precisati, ove  necessario,  anche
in variante ai piani regolatori  ed  ai  programmi  di  fabbricazione
vigenti, i  limiti  di  densita',  di  altezza,  di  distanza  fra  i
fabbricati, nonche' i  rapporti  massimi  fra  spazi  destinati  agli
insediamenti e spazi pubblici o riservati alle attivita'  collettive,
a verde pubblico ed a parcheggio, in conformita' alle norme di cui al
penultimo comma dell'articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765. 
  La deliberazione del consiglio comunale e'  adottata  entro  trenta
giorni dalla richiesta formulata  dalla  Regione  oppure  dagli  enti
costruttori e diventa esecutiva dopo  l'approvazione  dell'organo  di
controllo che deve pronunciarsi entro  venti  giorni  dalla  data  di
trasmissione della delibera, con gli effetti  nel  caso  di  silenzio
stabiliti dall'articolo 20 della legge 6 agosto 1967, n. 765. 
  Qualora il consiglio comunale non provveda entro il termine di  cui
al comma precedente, la scelta dell'area e' effettuata dal presidente
della giunta regionale. 
  La deliberazione del consiglio comunale o il decreto del presidente
della giunta regionale comporta l'applicazione delle norme in  vigore
per l'attuazione dei piani di zona. 
                              Art. 52. 
 
  Le opere comprese nei programmi previsti dal presente titolo sono a
tutti gli effetti dichiarate di pubblica utilita'  e  i  lavori  sono
dichiarati urgenti e indifferibili. 
                              Art. 53. 
 
  I provveditori alle  opere  pubbliche,  sulla  base  dei  programmi
approvati  dalle  Regioni,  ai  sensi  del  precedente  articolo   3,
concedono i contributi di cui alla lettera a) dell'articolo  67  agli
enti costruttori, i quali possono chiedere che  il  contributo  venga
concesso anche sugli interessi di  preammortamento  capitalizzati.  I
decreti di concessione del contributo sono immediatamente  comunicati
al Ministero dei lavori pubblici. 
  I contributi sono erogati agli stessi enti costruttori ovvero  agli
istituti   mutuanti   con   decorrenza   dalla   data    di    inizio
dell'ammortamento dei mutui. 
  Gli istituti mutuanti provvedono alla erogazione  dei  mutui  sulla
base dei certificati di pagamento nonche',  per  la  rata  di  saldo,
sulla base del certificato di collaudo  approvato  dal  consiglio  di
amministrazione degli enti costruttori. 
                              Art. 54. 
 
  Gli istituti autonomi per le case popolari provvedono a demolire le
baracche ed a rendere inagibili gli altri alloggi impropri o malsani,
gia' occupati dagli assegnatari dei nuovi alloggi non  appena  questi
ultimi sono stati consegnati. 
  Qualora le baracche, grotte, caverne e simili si trovino  su  suoli
di proprieta' privata, il prefetto diffida, con proprio  decreto,  il
proprietario ad effettuare, entro il termine di  quindici  giorni,  i
lavori  di  demolizione  e  di  ostruzione,  autorizzando  l'istituto
autonomo per le case popolari a sostituirsi al proprietario,  qualora
questi lasci decorrere inutilmente il termine anzidetto. 
  Il  decreto  e'  notificato  al  proprietario  del  suolo,  a  cura
dell'istituto autonomo per le case popolari, almeno  quindici  giorni
prima di quello fissato per l'esecuzione dei lavori. 
  La nota delle spese relative e' resa esecutoria dal prefetto ed  e'
rimessa  all'esattore,  che  ne   fa   la   riscossione   per   conto
dell'Istituto autonomo per le case  popolari  nelle  forme  e  con  i
privilegi determinati dalla legge  sulla  riscossione  delle  imposte
dirette. 
  L'Istituto autonomo per le case popolari versa le somme riscosse in
conto entrata Tesoro. 
                              Art. 55. 
 
  I fondi di cui alle lettere c) e d) del successivo articolo 67 sono
destinati per: 
    a) la costruzione  di  alloggi  destinati  alla  generalita'  dei
lavoratori dipendenti nella misura non inferiore al 60 per cento e di
case-albergo per studenti, lavoratori, lavoratori immigrati e persone
anziane nella misura non superiore al 5 per cento dei fondi stessi; 
    b)  interventi  per  la  costruzione  di  alloggi  destinati   ai
dipendenti  di  imprese,  ammesse  a  costruire   direttamente   alle
condizioni di cui all'articolo 56, nella misura non superiore  al  10
per cento dei fondi stessi; 
    c)  finanziamenti  di  cooperative  costituite   tra   lavoratori
dipendenti, le quali concorrono alla costruzione  degli  alloggi  con
l'apporto dell'area, nella misura non superiore al 15 per  cento  dei
fondi stessi; 
    d) prestiti  individuali  per  la  costruzione  e  l'acquisto  di
alloggi o miglioramento o risanamento di alloggi  di  proprieta'  dei
richiedenti a valere sul fondo di rotazione in misura  non  superiore
al 10 per cento; 
    e)  interventi  di  ristrutturazione,  risanamento   o   restauro
conservativo di interi complessi edilizi compresi nei centri  storici
per una quota gravante nella percentuale  dei  fondi  destinata  alla
generalita' dei lavoratori. 
                              Art. 56. 
 
  La costruzione degli alloggi di cui alla lettera b) del  precedente
articolo 55 e' affidata alle imprese che ne  hanno  fatto  richiesta,
nei limiti delle disponibilita' dei fondi, sulla base di  convenzioni
all'uopo stipulate. 
  La  costruzione,  effettuata  sotto  la  vigilanza  del  competente
Istituto autonomo per le case popolari, e' autorizzata  a  condizione
che il numero degli alloggi da costruire non sia inferiore a 100. 
  Le imprese assumono a proprio carico, salve il recupero di  cui  al
comma successivo, i costi delle aree, delle costruzioni e delle opere
di urbanizzazione nella misura del 70 per cento. 
  Nelle convenzioni sono indicati tra l'altro: 
    i termini e le modalita' per il versamento delle somme  destinate
per interventi di cui alla citata lettera b) del precedente  articolo
55 e per il parziale rimborso degli importi erogati dalle  aziende  a
valere sui  ricavi  netti  dei  canoni  di  locazione  degli  alloggi
costruiti dalle aziende stesse; 
    i criteri per l'assegnazione degli alloggi; 
    i criteri per la determinazione e  la  revisione  dei  canoni  di
locazione. 
  Gli alloggi costruiti ai sensi del  presente  articolo  restano  in
proprieta'  dell'ente  concedente  e  sono  gestiti   dalle   imprese
interessate per la durata della convenzione; saranno trasferiti, allo
scadere  della  convenzione  stessa,  agli  Istituti  autonomi   case
popolari competenti per territorio. 
                              Art. 57. 
 
  La costruzione degli alloggi di cui alla lettera a) del  precedente
articolo 55 e' affidata di norma agli Istituti autonomi per  le  case
popolari e loro consorzi e a cooperative e loro  consorzi  attraverso
apposite convenzioni. Puo' essere  altresi'  affidata  a  societa'  a
prevalente partecipazione statale sulla base di convenzioni  all'uopo
stipulate dalle Regioni. 
  Le convenzioni predette fissano le modalita' di progettazione e  di
approvazione dei progetti, i  tempi  ed  i  modi  di  esecuzione  dei
lavori, i controlli, gli  aspetti  tecnici,  economici  e  finanziari
dell'intervento e in particolare le quote di finanziamento  destinate
alla realizzazione degli alloggi e  delle  spese  di  urbanizzazione,
nonche' le modalita' di trasferimento delle opere  di  cui  al  comma
seguente. 
  Sono attribuiti: 
    agli  Istituti  autonomi  per  le  case  popolari,  gli   alloggi
realizzati  e  destinati  alla  generalita'  dei  lavoratori  ed   ai
dipendenti di aziende ammesse a costruire direttamente; 
    ai comuni, le case-albergo, le aree pubbliche,  gli  spazi  e  il
verde attrezzato e quanto altro di loro competenza; nonche' le  opere
destinate ad attivita' sociali, sportive, culturali ed assistenziali,
che potranno essere assegnate ad enti istituzionalmente competenti; 
    all'ente  religioso  istituzionalmente   competente,   le   opere
destinate ad attivita' religiose. 
                              Art. 58. 
 
  Gli enti ed organismi incaricati dell'attuazione dei  programmi  di
cui alla presente  legge  provvedono,  per  le  parti  di  rispettiva
competenza,  alla  progettazione  delle  opere,  direttamente  oppure
avvalendosi di liberi professionisti. 
  La direzione, la contabilita'  e  l'assistenza  ai  lavori  possono
essere affidate a liberi professionisti. 
  I suddetti enti ed organismi  provvedono  direttamente  all'appalto
dei lavori ed assumono l'attuazione delle parti di programmi di  loro
competenza, con ogni conseguente responsabilita' di ordine tecnico  e
amministrativo. 
                              Art. 59. 
 
  Per l'assegnazione dei prestiti a valere sul fondo di rotazione  di
cui  alla  legge  14  febbraio  1963,  n.  60,  e'  formata  un'unica
graduatoria  mediante  sorteggio  tra  i  lavoratori  concorrenti  in
possesso dei requisiti di legge. 
  Il  lavoratore  utilmente  incluso  nella  graduatoria  sceglie  la
destinazione del prestito. 
  Coloro  che  per  la  ricostruzione  di  abitazioni   distrutte   o
gravemente danneggiate siano ammessi a contributi a fondo perduto per
effetto di disposizioni legislative  emanate  in  favore  di  persone
colpite da calamita' naturali sono, altresi', ammessi, ancorche'  non
lavoratori, ad usufruire delle disponibilita' del fondo di  rotazione
di  cui  alla  legge  14  febbraio  1963,  n.  60,  con  facolta'  di
cumulabilita' dei due benefici. 
  Le domande di cui al  precedente  comma  sono  classificate  in  un
elenco speciale. 
                              Art. 60. 
 
  Gli enti ed  istituti,  incaricati  dell'attuazione  dei  programmi
previsti dalla  presente  legge,  acquisiscono  dai  comuni  le  aree
all'uopo occorrenti; gli stessi enti  ed  istituti  possono  tuttavia
procedere direttamente all'acquisizione delle  aree  in  nome  e  per
conto dei comuni, d'intesa con questi ultimi. 
                              Art. 61. 
 
  Le abitazioni costruite in base ai programmi  di  cui  al  presente
titolo non destinate  alle  case-albergo  ed  alle  cooperative  sono
assegnate in locazione, con divieto di sublocazione, ovvero cedute  a
riscatto, nei limiti del 15 per cento dei  programmi,  finanziati  ai
sensi del successivo articolo 67, lettere c) e d). 
  Gli  alloggi  realizzati  nell'ambito  dei  programmi  di  cui   al
precedente comma -  tranne  quelli  realizzati  dalle  cooperative  e
quelli assegnati a riscatto  -  sono  di  proprieta'  degli  Istituti
autonomi delle case popolari, i quali  devono  corrispondere  per  30
anni, a decorrere  dalla  data  di  consegna  degli  alloggi  stessi,
l'ammontare annuo del  canone  di  locazione  al  netto  delle  spese
generali, di amministrazione e di manutenzione. 
  Le somme erogate  per  la  realizzazione  delle  case-albergo  sono
rimborsate dagli Istituti autonomi per le case popolari  in  30  anni
con rate annuali costanti senza interessi. Con  apposito  regolamento
saranno indicati gli enti, non aventi  scopo  di  lucro,  cui  potra'
essere affidata la gestione delle case-albergo. 
  I finanziamenti assegnati alle cooperative, ivi comprese quelle per
le quali alla data di entrata in vigore della presente legge non  sia
stata effettuata la consegna degli alloggi,  sono  rimborsati  in  35
anni senza oneri di interessi. 
                              Art. 62. 
 
  I progetti delle opere comprese nei programmi di  cui  al  presente
titolo sono approvati dai consigli di amministrazione degli  Istituti
autonomi per le case popolari, previo parere della commissione di cui
al successivo articolo 63. 
  I  progetti  delle  opere  finanziate  in  base  alle  disposizioni
legislative vigenti alla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, ancora da approvare, sono approvati, sentita la commissione di
cui all'articolo 63: 
    a) dai consigli di amministrazione degli enti cui sia affidata la
esecuzione delle opere; 
    b) dal  consiglio  di  amministrazione  del  competente  Istituto
autonomo per le case popolari, per le opere  la  cui  esecuzione  sia
affidata alle cooperative nonche' per le opere da realizzare  con  la
concessione di prestiti individuali di cui al precedente articolo 59. 
  E'  soppresso  l'articolo  49  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 11 ottobre 1963, n. 1471. 
                              Art. 63. 
 
  Presso ciascun Istituto autonomo per le case popolari e  costituita
una commissione tecnica cosi' composta: 
    dal presidente dell'istituto, che la presiede; 
    dall'ingegnere capo del genio civile; 
    dall'assessore  all'edilizia   o   all'urbanistica   del   comune
interessato; 
    da un rappresentante tecnico della Gestione case per  lavoratori,
per i programmi di sua competenza; 
    dal capo dell'ufficio tecnico dell'istituto; 
    da due tecnici nominati dalla Regione, scelti  tra  gli  iscritti
agli albi dei tecnici del ramo; 
    da un rappresentante delle cooperative, nominato dalla Regione su
proposta   delle    associazioni    nazionali    delle    cooperative
giuridicamente riconosciute. 
  I suddetti componenti possono designare un sostituto  nei  casi  di
assenza o di impedimento. 
  Alla seduta della commissione puo' partecipare,  senza  diritto  di
voto, il professionista progettista. 
                              Art. 64. 
 
  Le opere di urbanizzazione  e  di  edilizia  sociale  comprese  nei
programmi di cui al presente titolo sono  realizzate  dagli  enti  ed
organismi  incaricati  dell'attuazione  dei  programmi   costruttivi,
sentite le competenti amministrazioni comunali, e sono attribuite  in
proprieta' agli enti ed organismi  indicati  nell'articolo  57  della
presente  legge,  dopo  l'approvazione  del  relativo   collaudo   da
effettuarsi entro tre mesi dalla loro ultimazione. 
  Per l'esecuzione delle opere di  urbanizzazione  primaria  relative
alla parte del programma  di  competenza  del  Ministero  dei  lavori
pubblici, sono concessi a favore degli enti indicati all'articolo  68
contributi costanti  trentacinquennali  nella  misura  occorrente  al
totale ammortamento  dei  mutui,  compresi  gli  oneri  per  spese  e
interessi. 
  Le spese occorrenti per l'esecuzione delle opere di  urbanizzazione
primaria e secondaria, relative ai programmi di cui all'articolo  55,
possono far carico, anche in eccedenza al limite  indicato  al  terzo
comma dello articolo 48, ai fondi previsti alle lettere c) e  d)  del
successivo articolo 67, mediante apposita convenzione, che il  comune
stipula con la GESCAL o con la Regione a  seconda  dei  programmi  di
rispettiva pertinenza. 
  Per la realizzazione delle opere eccedenti l'ambito  dei  programmi
costruttivi di competenza della Gestione case per lavoratori, si puo'
provvedere, a carico dei fondi di  cui  alle  lettere  c)  e  d)  del
successivo articolo 67 alla anticipazione  parziale  o  totale  delle
somme all'uopo occorrenti, sulla base di apposita convenzione  che  i
comuni e gli altri enti obbligati stipulano con la GESCAL  o  con  la
Regione a seconda dei programmi di rispettiva pertinenza. 
  I comuni sono tenuti a richiedere i relativi finanziamenti. 
  Sara' esercitata la rivalsa delle somme  anticipate  nei  confronti
dei comuni e delle amministrazioni obbligate anche nel caso di  opere
costruite con fondi della Gestione case per lavoratori prima  che  le
amministrazioni siano ammesse ai contributi. 
                              Art. 65. 
 
  Fino all'entrata  in  vigore  delle  norme  delegate  previste  dal
precedente articolo 8, con decreto del Presidente  della  Repubblica,
su proposta dei Ministri per i lavori pubblici e per il lavoro  e  la
previdenza  sociale,  sentiti  il  Ministro  per  il  tesoro  e   una
commissione composta da 10 senatori e da  10  deputati  nominati  dai
Presidenti delle rispettive assemblee, sono emanate, entro  sei  mesi
dall'entrata in vigore della presente legge, norme per l'assegnazione
e la revoca, nonche' per la determinazione e la revisione dei  canoni
di locazione degli alloggi di edilizia economica e popolare, compresi
quelli di cui alla legge  14  febbraio  1963,  n.  60,  e  successive
modificazioni, secondo i criteri indicati alle lettere g) ed  h)  del
citato articolo 8. Fino all'emanazione del decreto sopra indicato  e'
sospesa ogni procedura di sfratto  e  nessun  aumento  degli  attuali
canoni e' consentito. 
  Tali norme si applicheranno anche agli  alloggi  dei  programmi  in
corso e per i quali non sia stato emanato il bando di  concorso  alla
data di entrata in vigore del decreto. 
  Le  graduatorie   formate   dalle   commissioni   provinciali   per
l'assegnazione degli alloggi e dei prestiti della Gestione  case  per
lavoratori  sono  definitive  a   seguito   della   decisione   delle
commissioni stesse sulle opposizioni proposte dai concorrenti. 
                              Art. 66. 
 
  Le  disposizioni  del  presente  titolo  si  applicano,  in  quanto
compatibili, anche ai programmi della Gestione case per lavoratori in
corso di attuazione. 
  Tutte le agevolazioni ed esenzioni previste dall'articolo 33  della
legge 14 febbraio 1963, n. 60, e successive norme regolamentari, sono
estese  alle  abitazioni,  ai  fabbricati  e  alle   opere   comunque
realizzate in base al presente  titolo,  salvo  i  maggiori  benefici
previsti da vigenti disposizioni legislative. 
                              Art. 67. 
 
  Alla realizzazione dei programmi di cui al precedente  articolo  48
si provvede: 
    a) attraverso l'iscrizione nello stato di previsione della  spesa
del Ministero dei lavori pubblici del limite di impegno  di  lire  16
miliardi per l'anno finanziario 1971, di lire 18 miliardi per  l'anno
finanziario 1972, di lire 20 miliardi per l'anno finanziario 1973; 
    b) attraverso l'utilizzazione delle somme ricavate da  operazioni
di mutuo, da emissioni di obbligazioni ed  in  genere  da  operazioni
finanziarie rivolte allo sviluppo dei programmi di edilizia popolare;
al pagamento degli interessi e dei ratei di ammortamento si  provvede
con i fondi di cui al primo comma, lettera a) dell'articolo 5; 
    c)  attraverso  l'utilizzazione  dei   fondi   residui   di   cui
all'articolo 10  della  legge  14  febbraio  1963,  n.  60,  e  delle
disponibilita' derivanti dal decreto-legge 1° maggio  1970,  n.  210,
convertito nella legge 3 luglio 1970,  n.  419,  nonche'  dei  ricavi
dello sconto dei proventi comunque spettanti alla Gestione  case  per
lavoratori secondo le modalita' di cui all'articolo 23,  lettera  a),
della legge 14 febbraio 1963, n. 60; 
    d) attraverso anticipazioni su pagamento dei debiti  dello  Stato
nei conti della Gestione, derivanti dal residuo  del  venticinquennio
dopo la scadenza del programma decennale, per i quali e'  autorizzata
dopo il 1° aprile 1976 la  spesa  di  78  miliardi  da  ripartire  in
ragione di lire 15 miliardi nell'anno finanziario 1976,  26  miliardi
in ciascuno degli anni 1977 e 1978 e 11 miliardi nell'anno 1979; 
    e)  attraverso  l'utilizzazione  di  ogni  altro  fondo  di   cui
all'articolo 1 della presente legge. 
                              Art. 68. 
 
  I limiti d'impegno indicati nella lettera a) dell'articolo 67  sono
destinati alla concessione di  contributi  ai  sensi  della  legge  2
luglio 1949, n. 408, e successive modificazioni e integrazioni: 
    a) in favore degli Istituti autonomi per le case popolari per una
aliquota non inferiore al 50 per cento, nella  misura  occorrente  al
totale ammortamento dei  mutui,  compresi  gli  oneri  per  spese  ed
interessi, per la costruzione di alloggi a totale carico dello  Stato
destinati  a  famiglie  allocate  in  grotte,  baracche,   cantinati,
soffitte,  edifici  pubblici,  locali  malsani  e  simili,   per   la
esecuzione  dei  lavori  di  cui   all'articolo   54,   nonche'   per
l'esecuzione di opere di manutenzione e di risanamento del patrimonio
di abitazioni di tipo economico e popolare  dello  Stato  di  cui  al
precedente articolo 48; 
    b) in favore degli Istituti autonomi per le case  popolari  e  di
cooperative edilizie, per la costruzione di alloggi di tipo economico
e popolare nonche' per la esecuzione di opere di  manutenzione  e  di
risanamento del patrimonio di abitazioni di tipo economico e popolare
degli enti di edilizia economica e  popolare  di  cui  al  precedente
articolo 48. 
  Almeno un quarto dei contributi di cui al primo comma,  lettera  a)
del presente articolo e' riservato ad interventi  da  effettuare  nel
territorio dei comuni di Roma, di Messina e di Reggio Calabria e  dei
comuni dichiarati  sismici  di  prima  categoria  delle  province  di
Avellino, Benevento, Caserta, Foggia, L'Aquila (Marsica) e  Frosinone
(Sora). 
  Una aliquota, non superiore ad un sesto dei finanziamenti di cui al
primo comma lettera b) del presente articolo,  viene  destinata  alla
integrazione dei contributi gia' concessi agli Istituti autonomi  per
le case  popolari  relativamente  a  programmi  ancora  in  corso  di
esecuzione nonche' a programmi di alloggi ultimati successivamente al
4 novembre 1963, ai fini del conseguimento delle  finalita'  indicate
al precedente  articolo  65.  I  provveditori  alle  opere  pubbliche
concedono i contributi agli Istituti autonomi per  le  case  popolari
sulla base delle integrazioni disposte  dal  Ministro  per  i  lavori
pubblici. 
                              Art. 69. 
 
  All'onere derivante dall'applicazione della disposizione  contenuta
nella lettera a) del precedente articolo 67, per  l'anno  finanziario
1971, si provvede con una corrispondente riduzione del capitolo  5381
dello stato  di  previsione  del  Ministero  del  tesoro  per  l'anno
medesimo. 
  Il Ministro per il tesoro e' autorizzato ad apportare,  con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                              Art. 70. 
 
  Per le Regioni a statuto speciale aventi competenza in  materia  di
edilizia popolare, nonche' per le province autonome di  Trento  e  di
Bolzano, il CIPE stabilisce su proposta del  Ministro  per  i  lavori
pubblici, di concerto con il Ministro per il tesoro - le quote  degli
stanziamenti di cui alla presente legge da devolvere ai suddetti enti
e da iscriversi nei rispettivi bilanci. 
  Tali quote sono utilizzate per le finalita' previste dalla presente
legge. 
  Tutte le agevolazioni ed esenzioni concernenti l'edilizia abitativa
sono estese alle abitazioni, ai  fabbricati  e  alle  opere  comunque
realizzate in base a leggi delle regioni a statuto speciale  e  delle
province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  nell'ambito  della   loro
competenza in materia di edilizia popolare. 
                              Art. 71. 
 
  Le cooperative edilizie che  beneficiano  dei  contributi  previsti
dalla presente legge devono essere rette e disciplinate dai  principi
della mutualita', senza fini di speculazione privata e devono  essere
costituite esclusivamente  da  soci  aventi  i  requisiti  soggettivi
necessari per essere assegnatari di alloggi economici e  popolari  ai
sensi delle disposizioni vigenti in materia, e che siano iscritti nei
ruoli dell'imposta complementare per un reddito imponibile annuo  non
superiore a 4 milioni di lire. 
  Sono fatte salve le particolari disposizioni di cui alla  legge  14
febbraio 1963, n. 60. 

TITOLO V
EDILIZIA AGEVOLATA E CONVENZIONATA
AGEVOLAZIONI FISCALI

                              Art. 72. 
 
  Il Ministero dei lavori pubblici  e'  autorizzato  a  concedere  un
contributo nel pagamento degli  interessi  dei  mutui  contratti  dai
privati, dalle cooperative e dagli enti pubblici  che  ottengano,  ai
sensi della presente legge, le concessioni in superficie  delle  aree
comprese nei piani di zona per l'edilizia economica e popolare. 
  ((Tale contributo e' concesso nella misura occorrente  affinche'  i
mutuatari non vengano gravati degli interessi, diritti e commissioni,
anche  per  l'eventuale  perdita  relativa  al   collocamento   delle
cartelle, nonche' per oneri fiscali e vari e per spese accessorie  in
misura superiore al 3 per cento  annuo,  pari  a  all'1,5  per  cento
semestrale oltre  al  rimborso  del  capitale,  se  enti  pubblici  o
cooperative a proprieta' indivisa il cui statuto prevede  il  divieto
di cessione in proprieta' degli alloggi, l'obbligo  di  trasferimento
degli stessi  al  competente  IACP  in  caso  di  liquidazione  o  di
scioglimento della cooperativa; e nella misura del 4 per cento,  pari
al 2 per  cento  semestrale,  oltre  al  rimborso  del  capitale,  se
cooperative a proprieta' divisa, o prive dei requisiti  statutari  di
cui al presente comma o se privati)). 
  Gli anzidetti mutui a  tasso  agevolato,  ammortizzabili  entro  il
termine massimo di 25 anni, possono essere concessi dagli istituti di
credito fondiario ed edilizio dalle  casse  di  risparmio,  anche  in
deroga a disposizioni  legislative  e  statutarie,  fino  all'importo
massimo del 90 per cento della spesa riconosciuta per  l'acquisizione
dell'area e la realizzazione delle costruzioni a  favore  degli  enti
pubblici e delle cooperative a  proprieta'  indivisa  che  abbiano  i
requisiti statutari di cui il comma precedente,  e  fino  al  75  per
cento negli altri casi. 
  I  mutui  stessi  sono  garantiti  da  ipoteca  di  primo  grado  e
usufruiscono della garanzia integrativa dello Stato per  il  rimborso
del capitale e il pagamento degli interessi. 
  La garanzia dello Stato diventera' operante entro 120 giorni  dalla
conclusione dell'esecuzione immobiliare nei confronti del  mutuatario
inadempiente ove l'istituto mutuante  dovesse  restare  insoddisfatto
del suo credito e  cio'  purche'  l'istituto  stesso  abbia  iniziato
l'esecuzione entro un anno dal verificarsi dell'insolvenza. 
  Gli eventuali oneri derivanti dalla garanzia dello Stato graveranno
su apposito capitolo da istituirsi nello stato  di  previsione  della
spesa del Ministero del tesoro per l'esercizio 1971 e successivi. 
  La garanzia dello Stato continuera' a sussistere qualora,  dopo  la
stipulazione  del  contratto  condizionato  di   mutuo   ed   essendo
intervenute   erogazioni   da   parte   dello   Istituto    mutuante,
sopravvenisse la perdita  dei  requisiti  prescritti  dalla  presente
legge. 
  Per la determinazione e la erogazione  dei  contributi  statali  si
applicano, in  quanto  compatibili,  le  norme  del  decreto-legge  6
settembre 1965, n. 1022, convertito nella legge 1° novembre 1965,  n.
1179 e successive modifiche ed integrazioni. 
  Per la concessione dei contributi statali e' autorizzato il  limite
di impegno di 2 mila milioni per l'anno 1972 e di 2 mila milioni  per
l'anno 1973 a valere sugli stanziamenti  previsti  dalla  lettera  a)
dell'articolo 67 della presente legge. 
  Per gli anni successivi, con la legge di approvazione del  bilancio
dello Stato, sara' fissato  annualmente  il  limite  degli  ulteriori
impegni da assumere per l'applicazione del presente articolo. 
                              Art. 73. 
 
  L'esenzione dall'imposta sui fabbricati si applica per  un  periodo
di 25 anni per gli edifici realizzati su aree date in concessione  ai
sensi dell'articolo 35 e  per  un  periodo  di  15  anni  per  quelli
realizzati su  aree  cedute  in  proprieta'  ai  sensi  dello  stesso
articolo. 
                              Art. 74. 
 
  Gli atti di trasferimento della proprieta' delle aree previste  dal
titolo III della presente legge nonche' gli atti di  concessione  del
diritto di superficie sulle aree  stesse  sono  soggetti  all'imposta
fissa minima di registro e sono esenti da imposta ipotecaria. 
                              Art. 75. 
 
  Tutti gli atti di cessione gratuita delle aree a favore dei  comuni
o loro consorzi sono soggetti alla imposta fissa minima di registro e
sono esenti da imposta ipotecaria. 

DISPOSIZIONE FINALE

                              Art. 76. 
 
  La presente legge entra in vigore il  giorno  successivo  a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. 
 
  La presente legge, munita del sigillo dello  Stato,  sara'  inserta
nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
 
  Data a Roma, addi' 22 ottobre 1971 
 
                               SARAGAT 
 
                                               COLOMBO - LAURICELLA - 
                                                 RESTIVO - GIOLITTI - 
                                              PRETI - FERRARI-AGGRADI 
                                                       - DONAT-CATTIN 
 
Visto, il Guardasigilli: COLOMBO