LEGGE 18 aprile 1962, n. 167 – Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili per l’edilizia economica e popolare.

  Vigente al: 10-6-2017
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  I  Comuni  con popolazione superiore ai 50.000 abitanti o che siano
capoluoghi  di Provincia sono tenuti a formare un piano delle zone da
destinare  alla  costruzione  di  alloggi  a  carattere  economico  o
popolare,  nonche'  alle  opere  e  servizi  complementari,  urbani e
sociali, ivi comprese le aree a verde pubblico.
  Tutti  gli  altri  Comuni  possono procedere, con deliberazione del
Consiglio comunale, alla formazione del piano.
  Il  Ministro per i lavori pubblici, sentito il parere del Consiglio
superiore  dei  lavori  pubblici,  puo', con suo decreto, disporre la
formazione  del  piano  nei  Comuni  che  non  si siano avvalsi della
facolta'  di  cui  al comma precedente, nonostante invito motivato da
parte  del  Ministro stesso, quando se ne ravvisi la necessita' e, in
particolare, quando ricorra una delle seguenti condizioni:
    a) che siano limitrofi ai Comuni di cui al primo comma;
    b) che abbiano una popolazione di almeno 20.000 abitanti;
    c) che siano riconosciuti stazioni di cura, soggiorno o turismo;
    d)  che  abbiano  un  indice  di  affollamento,  secondo  i  dati
ufficiali dell'Istituto centrale di statistica, superiore a 1,5;
    e) nei quali sia in atto un incremento demografico straordinario;
    f)  nei  quali  vi  sia  una  percentuale  di  abitazioni malsane
superiore all'8 per cento.
  ((Piu'  comuni  limitrofi  possono  costituirsi in consorzio per la
formazione  di  un  piano  di zona consortile ai sensi della presente
legge.
  La  Regione puo' disporre, a richiesta di una delle amministrazioni
comunali  interessate,  la  costituzione  di consorzi obbligatori tra
comuni limitrofi per la formazione di piani di zona consortili)).
                               Art. 2.

  Qualora  nel termine di 180 giorni decorrente dalla data di entrata
in  vigore  della  presente  legge o, nei casi di cui all'articolo 1,
terzo comma, dalla comunicazione del provvedimento del Ministro per i
lavori  pubblici,  il  Comune  non  abbia  deliberato  il  piano,  il
prefetto, salvo il caso di proroga concessa dal Ministro su richiesta
del  Comune, provvede alla nomina di un commissario per la formazione
del piano.
  Il  commissario  e'  tenuto a compilare il piano entro i 180 giorni
dalla  data  del decreto di nomina e a portarlo entro i successivi 30
giorni a conoscenza del Consiglio comunale.
                               Art. 3.

  ((L'estensione  delle zone da includere nei piani e' determinata in
relazione  alle  esigenze  dell'edilizia  economica e popolare per un
decennio  e  non puo' essere inferiore al 40 per cento e superiore al
70  per  cento  di  quella  necessaria  a  soddisfare  il  fabbisogno
complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato)).
  Le  aree da comprendere nei piani sono, di norma, scelte nelle zone
destinate  ad edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con
preferenza in quelle di espansione dell'aggregato urbano.
  Possono  essere  comprese  nei  piani  anche  le  aree  sulle quali
insistono  immobili la cui demolizione o trasformazione sia richiesta
da  ragioni  igienico-sanitarie ovvero sia ritenuta necessaria per la
realizzazione del piano.
  Ove  si  manifesti  l'esigenza  di reperire in parte le aree per la
formazione  dei piani in zone non destinate all'edilizia residenziale
nei   piani  regolatori  vigenti,  o  si  renda  comunque  necessario
apportare  modifiche  a questi ultimi, si puo' procedere con varianti
agli  stessi.  In  tal caso il piano approvato a norma della presente
legge costituisce variante al piano regolatore.
  Qualora  non  esista  piano regolatore approvato, le zone riservate
all'edilizia  economica e popolare ai sensi dei precedenti commi sono
comprese  in  un  programma  di fabbricazione il quale e' compilato a
norma  dell'articolo  34  della  legge  17  agosto  1942,  n. 1150, e
successive  modificazioni,  ed  e'  approvato a norma dell'articolo 8
della presente legge.
  I comuni possono comprendere tali zone anche in un piano regolatore
soltanto    adottato   e   trasmesso   ai   competenti   organi   per
l'approvazione.  In  tale  ipotesi  il  piano  delle  zone  suddette,
approvato  con le modalita' di cui al comma precedente, e' vincolante
in sede di approvazione del piano regolatore.
                               Art. 4.

  Il piano deve contenere i seguenti elementi:
    a)  la  rete stradale e la delimitazione degli spazi riservati ad
opere  ed impianti di interesse pubblico, nonche' ad edifici pubblici
o di culto;
    b)  la  suddivisione in lotti delle aree, con l'indicazione della
tipologia  edilizia e, ove del caso, l'ubicazione e la volumetria dei
singoli edifici;
    c)  la  profondita' delle zone laterali a opere pubbliche, la cui
occupazione  serva  ad integrare le finalita' delle opere stesse ed a
soddisfare prevedibili esigenze future.
                               Art. 5.

  Il progetto del piano e' costituito dai seguenti elaborati:
    1)  planimetria in scala non inferiore a 1: 10.000, contenente le
previsioni del piano regolatore, ovvero, quando questo non esista, le
indicazioni   del   programma   di   fabbricazione,  con  la  precisa
individuazione delle zone destinate all'edilizia popolare;
    2)  planimetria  in  scala  non  inferiore ad 1: 2.000, disegnata
sulla  mappa  catastale e contenente gli elementi di cui all'articolo
4;
    3) gli elenchi catastali delle proprieta' comprese nel piano;
    4)  il  compendio  delle norme urbanistiche edilizie per la buona
esecuzione del piano;
    5)  relazione  illustrativa  e  relazione  sulle previsioni della
spesa   occorrente   per  le  sistemazioni  generali  necessarie  per
l'attuazione del piano.
                               Art. 6.

  Entro  cinque  giorni  dalla deliberazione di adozione da parte del
Consiglio  comunale, il piano deve essere depositato nella segreteria
comunale e rimanervi nei dieci giorni successivi.
  Dell'eseguito  deposito  e'  data  immediata  notizia  al  pubblico
mediante  avviso  da  affiggere all'albo del Comune e da inserire nel
Foglio annunzi legali della Provincia, nonche' mediante manifesti.
  Entro  venti  giorni  dalla  data  di inserzione nel Foglio annunzi
legali,  gli  interessati  possono  presentare  al  Comune le proprie
opposizioni.
  Nello  stesso  termine  stabilito  per il deposito nella segreteria
comunale,   il  sindaco  comunica  il  piano  anche  alle  competenti
Amministrazioni  centrali  dello Stato, ove esso riguardi terreni sui
quali  esistano  vincoli paesistici, artistici o militari o che siano
in uso di dette Amministrazioni.
  Le  Amministrazioni  predette  devono trasmettere al Comune le loro
eventuali   osservazioni   entro   trenta   giorni   dalla   ricevuta
comunicazione.
                               Art. 7.

  Decorso  il  periodo  per le opposizioni e osservazioni, nonche' il
termine  di  trenta  giorni  di  cui  all'ultimo comma del precedente
articolo 6, il sindaco, nei successivi trenta giorni, trasmette tutti
gli  atti, con le deduzioni del Consiglio comunale sulle osservazioni
ed  opposizioni  presentate,  al  provveditore  regionale  alle opere
pubbliche.
                               Art. 8.

  I  piani  sono  approvati  dal  provveditore  regionale  alle opere
pubbliche,   sentita   la   sezione  urbanistica  regionale,  se  non
comportano  varianti  ai  piani  regolatori  vigenti e se non vi sono
opposizioni  od  osservazioni da parte delle Amministrazioni centrali
dello Stato.
  Qualora,  il  piano comporti varianti al piano regolatore ovvero vi
siano  opposizioni  od  osservazioni da parte dei Ministeri di cui al
comma  che  precede,  il provveditore regionale alle opere pubbliche,
riscontrata  la  regolarita'  degli  atti, li trasmette, entro trenta
giorni  dal  ricevimento,  al  Ministero  dei lavori pubblici con una
relazione della sezione urbanistica regionale.
  In  tale  caso  i  piani  sono  approvati dal Ministro per i lavori
pubblici, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici.
  Con  gli  stessi  provvedimenti di approvazione dei piani di cui ai
due commi precedenti sono decise anche le opposizioni.
  Il  decreto  di  approvazione  di  ciascun  piano  va  inserito per
estratto  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ed e' depositato,
con gli atti allegati, nella segreteria comunale a libera visione del
pubblico.
  Dell'eseguito  deposito  e'  data  notizia, a cura del sindaco, con
atto  notificato  nella forma delle citazioni, a ciascun proprietario
degli  immobili  compresi  nel piano stesso, entro venti giorni dalla
inserzione nella Gazzetta Ufficiale.
  ((Le  varianti  che  non  incidono  sul dimensionamento globale del
piano  e  non  comportano  modifiche  al  perimetro,  agli  indici di
fabbricabilita'  ed  alle  dotazioni  di  spazi  pubblici  o  di  uso
pubblico,  o  costituiscono adeguamento delle previsioni del piano ai
limiti  ed  ai  rapporti  di cui all'articolo 17 della legge 6 agosto
1967,   n.  765,  sono  approvate  con  deliberazione  del  consiglio
comunale. La deliberazione diviene esecutiva ai sensi dell'articolo 3
della legge 9 giugno 1947, n. 530)).
                               Art. 9.

  I  piani  approvati  ai  sensi  del  precedente  articolo  8  hanno
efficacia  per  dieci  anni dalla data del decreto di approvazione ed
hanno  valore di piani particolareggiati di esecuzione ai sensi della
legge 17 agosto 1942, n. 1150.
  Per  giustificati  motivi  l'efficacia dei piani puo', su richiesta
del  Comune  interessato,  essere prorogata, con decreto del Ministro
per i lavori pubblici, per non oltre due anni.
  L'approvazione   dei   piani  equivale  anche  a  dichiarazione  di
indifferibilita' ed urgenza di tutte le opere, impianti ed edifici in
esso previsti.
  La  indicazione  nel piano delle aree occorrenti per la costruzione
di   edifici   scolastici   sostituisce   a   tutti  gli  effetti  la
dichiarazione  di  idoneita'  preveduta dall'articolo 8 della legge 9
agosto 1954, n. 645.
  Le  aree  comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo
di  efficacia  del  piano  stesso,  ad  espropriazione  a norma degli
articoli seguenti, per i fini di cui al primo comma dell'articolo 1.
                              Art. 10.

  I  Comuni  ed  i  Consorzi,  di  cui  all'articolo 1, ultimo comma,
possono  riservarsi l'acquisizione, anche mediante esproprio, fino ad
un  massimo  del  50  per cento delle aree comprese nel piano, e sono
autorizzati a cederne il diritto di superficie o a rivenderle, previa
urbanizzazione  e fatti salvi i diritti dei proprietari, a norma, del
successivo  articolo  16,  ad  enti  o  privati  che  si  impegnino a
realizzare la costruzione di case economiche o popolari.
  Il prezzo di cessione deve essere determinato sulla base del prezzo
di  acquisto  o  dell'indennita' di esproprio, maggiorato delle spese
sostenute  per  la  realizzazione degli impianti urbanistici, tenendo
conto, inoltre, della destinazione e dei volumi edificabili.
  Le  rimanenti  aree  edificabili  possono  essere  richieste per la
costruzione di case popolari:
    a) dallo Stato dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni;
    b) dall'Istituto nazionale per le case agli impiegati dello Stato
e dagli Istituti autonomi per le case popolari
    c) dall'I.N.A.-Casa;
    d) dalle Societa' cooperative per la costruzione di case popolari
a favore dei propri soci;
    e)   dall'Istituto   nazionale   di  previdenza  dei  giornalisti
italiani;
    f)   dagli   enti   morali,  dagli  enti  e  dagli  istituti  che
costruiscono  case  popolari da assegnare in locazione o con patto di
futura vendita, non aventi scopo di lucro.
  Gli  enti indicano al sindaco o al presidente del Consorzio le aree
che  intendono  scegliere  e  l'entita'  delle  costruzioni che sulle
stesse  intendono  eseguire,  entro il mese di novembre di ogni anno.
(3) (6) (7) (8) ((9))
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  L.  22 ottobre 1971, n. 865 ha disposto (con l'art. 35 comma 1)
che  "Le disposizioni dell'articolo 10 della legge 18 aprile 1962, n.
167, sono sostituite dalle norme di cui al presente articolo."
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AGGIORNAMENTO (6)
  La  L.  17 febbraio 1992, n. 179, nel modificare l'art. 35 della L.
22  ottobre 1971, n. 865 ha conseguentemente disposto (con l'art. 23,
commi  2  e  3)  la  modifica delle disposizioni che sostituiscono il
presente articolo.
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AGGIORNAMENTO (7)
  La  L.  23 dicembre 1996, n. 662, nel modificare l'art. 35 della L.
22  ottobre  1971, n. 865 ha conseguentemente disposto (con l'art. 3,
comma  63)  la  modifica  delle  disposizioni  che  sostituiscono  il
presente articolo.
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AGGIORNAMENTO (8)
  La  L. 30 aprile 1999, n. 136, nel modificare l'art. 35 della L. 22
ottobre  1971,  n.  865  ha  conseguentemente disposto (con l'art. 7,
commi  3,  4 e 5) la modifica delle disposizioni che sostituiscono il
presente articolo.
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AGGIORNAMENTO (9)
  Il  D.L.  30  settembre  2003, n. 269, convertito con modificazioni
dalla  L.  24  novembre 2003, n. 326 nel modificare l'art. 7, comma 4
della  L.  30 aprile 1999, n.136 che a sua volta ha modificato l'art.
35,  comma  11  della  L. 22 ottobre 1971, n. 865 ha conseguentemente
disposto  (con  l'art.  39,  comma  14-quinquies)  la  modifica delle
disposizioni che sostituiscono il presente articolo.
                              Art. 11.

  ((I  piani  nonche'  i  loro  aggiornamenti  di  cui  al precedente
articolo  31 hanno efficacia per quindici anni dalla data del decreto
di  approvazione, salvo il disposto del secondo comma dell'articolo 9
della  legge  18  aprile  1962,  n.  167,  e  sono attuati a mezzo di
programmi pluriennali i quali debbono indicare:
    a)  l'estensione  delle, aree di cui si prevede l'utilizzazione e
la correlativa urbanizzazione;
    b)  la  individuazione  delle  aree  da cedere in proprieta' e di
quelle   da   concedere  in  superficie,  entro  i  limiti  stabiliti
dall'articolo  35  della  presente  legge, qualora alla stessa non si
provveda per l'intero piano di zona;
    c)  la  spesa  prevista  per  la  realizzazione  delle  opere  di
urbanizzazione  primaria  e  secondaria  e  delle  opere di carattere
generale;
    d)  i  mezzi  finanziari  con  i  quali  il comune o il consorzio
intendono far fronte alla spesa di cui alla precedente lettera c).
  I  programmi  di  attuazione e le varianti di aggiornamento annuale
sono   approvati   con   deliberazione   del   consiglio  comunale  o
dell'assemblea  del  consorzio  dei comuni immediatamente esecutiva e
soggetta al solo controllo di legittimita'.
  In assenza del programma o della individuazione di cui alla lettera
b)  del  precedente  secondo  comma  la utilizzazione delle aree puo'
avvenire  esclusivamente  in  regime  di  superficie  e  la  relativa
determinazione  e'  vincolante  in sede di approvazione dei programmi
pluriennali di attuazione)).
                              Art. 12.
((IL D.P.R. 8 GIUGNO 2001,  N.  327  HA  CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL
                      PRESENTE ARTICOLO)) ((10))
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il  D.  Lgs.  8  giugno  2001,  n. 327, come modificato dal D.L. 23
novembre  2001,  n.  411,  convertito  con  modificazioni dalla L. 31
dicembre  2001,  n.  463,  ha  disposto  (con  l'art. 59, comma 1) la
proroga  dell'entrata  in  vigore della conferma dell'abrogazione del
presente articolo dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2002.
  Il  D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dalla L. 1 agosto
2002,  n.  166  ha  disposto  (con  l'art.  59,  comma  1) la proroga
dell'entrata  in  vigore della conferma dell'abrogazione del presente
articolo dal 30 giugno 2002 al 31 dicembre 2002.
  Il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D.L. 20 giugno
2002,  n.  122 , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2002,
n.  185  ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga dell'entrata
in  vigore  della conferma dell'abrogazione del presente articolo dal
31 dicembre 2002 al 30 giugno 2003.
  Il  D.  Lgs.  8 giugno 2001, n. 327, come modificato dal D. Lgs. 27
dicembre 2002, n. 302 ha disposto (con l'art. 59, comma 1) la proroga
dell'entrata  in  vigore della conferma dell'abrogazione del presente
articolo dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2003.
                              Art. 13.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 OTTOBRE 1971, N.865))
                              Art. 14.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 OTTOBRE 1971, N.865))
                              Art. 15.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 OTTOBRE 1971, N.865))
                              Art. 16.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 OTTOBRE 1971, N.865))
                              Art. 17.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 OTTOBRE 1971, N.865))
                              Art. 18.
        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 OTTOBRE 1971, N.865))
                              Art. 19.

  I  Comuni  sono  obbligati  a provvedere, con priorita' rispetto ad
altre  zone, alla sistemazione della rete viabile, alla dotazione dei
necessari servizi igienici e all'allacciamento alla rete dei pubblici
servizi  delle  zone  incluse  nei  piani,  ((utilizzate  dagli  enti
pubblici   istituzionalmente   operanti   nel  settore  dell'edilizia
economica e popolare e da cooperative edilizie)).
                              Art. 20.

  Salve   le   agevolazioni   tributarie   consentite  dalle  vigenti
disposizioni,  gli  atti  di acquisto o di espropriazione di cui agli
articoli 13 e 14 della presente legge sono sottoposti a registrazione
a tassa fissa e le imposte ipotecarie sono ridotte al quarto.
  Gli onorari notarili sono ridotti alla meta'.
  Qualora le aree acquistate o espropriate non possano, per qualsiasi
ragione, essere utilizzate dagli enti per i fini della presente legge
o   siano   lasciate   senza  uso  per  un  periodo  di  cinque  anni
dall'acquisto,  si  incorre  nella  decadenza  dai  benefici  fiscali
previsti dal presente articolo.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 18 aprile 1962

                               GRONCHI

                                          FANFANI - SULLO - TAVIANI -
BOSCO - LA MALFA - TRABUCCHI -
TREMELLONI - ANDREOTTI -
RUMOR - BERTINELLI

Visto, il Guardasigilli: BOSCO