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La delibera assembleare societaria è impugnabile anche senza “prova di resistenza”

Con la sentenza n. 19326/2016 della Sezione per le Imprese del Tribunale di Roma, la Corte capitolina ha affermato il principio secondo cui la delibera assembleare di una società è nulla in caso di mancata convocazione anche di soci di minoranza, il cui eventuale voto negativo non avrebbe comunque potuto influire sull’esito della votazione.

In questo senso la pronuncia giudiziale: “L’art. 2379 c.c. 1– nel sanzionare la nullità delle deliberazioni assunte in assemblea in difetto di convocazione – tutela l’interesse di ciascun socio ad intervenire e, dunque, a prendere parte al processo di formazione della volontà della società e più in particolare a influire su di esso:

per tale ragione, secondo l’orientamento dottrinario che appare condivisibile, la deliberazione è nulla anche quando la convocazione sia stata omessa con riferimento ad un socio titolare di una partecipazione che non avrebbe comunque potuto influire sull’esito della votazione. Non si pone dunque, un problema di prova di resistenza perchè ciò che conta, ai fini della pronunzia di nullità, non è l’esito finale e la possibilità del socio escluso di influire sul voto medesimo, ma la possibilità del socio escluso di influire sulla discussione assembleare.

D’altra parte, a ragionare diversamente, nel caso di società in cui vi è un socio di maggioranza, non si vedrebbe neppure la ragione per la quale dovrebbero tenersi le assemblee“.

 

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  1. Art. 2379 Codice Civile – Nullità delle deliberazioni

    Nei casi di mancata convocazione dell’assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o illiceità dell’oggetto la deliberazione può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse entro tre anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese, se la deliberazione vi è soggetta, o dalla trascrizione nel libro delle adunanze dell’assemblea, se la deliberazione non è soggetta ne’ a iscrizione ne’ a deposito. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività illecite o impossibili.

    Nei casi e nei termini previsti dal precedente comma l’invalidità può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

    Ai fini di quanto previsto dal primo comma la convocazione non si considera mancante nel caso d’irregolarità dell’avviso, se questo proviene da un componente dell’organo di amministrazione o di controllo della società ed è idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data dell’assemblea. Il verbale non si considera mancante se contiene la data della deliberazione e il suo oggetto ed è sottoscritto dal presidente dell’assemblea, o dal presidente del consiglio d’amministrazione o del consiglio di sorveglianza e dal segretario o dal notaio.

    Si applicano, in quanto compatibili, il settimo e ottavo comma dell’articolo 2377.

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