Novità & Aggiornamenti

18 dicembre 2015

AFFIDAMENTO IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE – ESTINZIONE PENA PECUNIARIA – RITIRO PASSAPORTO

Fino al 2006 il positivo svolgimento della messa alla prova determinava l’estinzione della sola pena detentiva, ma non della pena pecuniaria inflitta con la sentenza penale di condanna.

La sussistenza di un debito dovuto al mancato pagamento delle pene pecuniarie comporta l’impossibilità di uscire dai confini nazionali a causa del ritiro del passaporto o dell’applicazione dell’annotazione “documento non valido per l’espatrio” sulla carta d’identità.

Il ritiro del passaporto o altro documento equipollente (art. 2 D.P.R. n. 649 del 1974) è stabilito dell’art. 3, lettera d), della legge 1185/1967 “[non possono ottenere il passaporto] d) coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o soddisfare una multa o ammenda, salvo per questi ultimi il nulla osta dell’autorità che deve curare l’esecuzione della sentenza, sempreché la multa o l’ammenda non siano già state convertite in pena restrittiva della libertà personale, o la loro conversione non importi una pena superiore a mesi 1 di reclusione o 2 di arresto”.

Come anticipato, il positivo svolgimento della messa alla prova determinava l’estinzione della sola pena detentiva, dal 2006 il beneficio è stato esteso anche alla pena pecuniaria.

Nello specifico l’art. 4 –vicies semel, d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, conv. dalla legge l. 21 febbraio 2006, n. 49, ha modificato l’art. 47, dodicesimo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354 il nuovo testo prevede che “L’esito positivo del periodo di prova estingue la pena detentiva ed ogni altro effetto penale. Il tribunale di sorveglianza, qualora l’interessato si trovi in disagiate condizioni economiche, può dichiarare estinta anche la pena pecuniaria che non sia stata già riscossa”.

Quindi, il positivo svolgimento della messa alla prova produce ancora l’estinzione della pena detentiva ed ogni altro effetto penale, ma rilascia al tribunale di sorveglianza la scelta se dichiarare estinta anche la pena pecuniaria.

Tale determinazione è subordinata a due condizioni: a) che il soggetto interessato si trovi in disagiate condizioni economiche; b) che la pena pecuniaria non sia stata già riscossa;

Secondo la più autorevole giurisprudenza il requisito delle disagiate condizioni economiche sussiste tutte le volte in cui la realizzazione coattiva della sanzione pecuniaria possa compromettere seriamente non solo le esigenze vitali, ma anche l’equilibrio del bilancio domestico (Cass. Pen. Sez. I, 14.6.2010, n. 22636)

Le disagiate condizioni economiche non devono necessariamente coincidere con uno stato di indigenza, l’interessato infatti, può anche essere proprietario di beni o esercitare una qualsivoglia attività lavorativa, ciò che deve essere valutato in concreto è l’incidenza del debito sull’equilibrio del bilancio domestico, in altre parole il pagamento della sanzione pecuniaria – anche rateale – non deve compromettere la soddisfazione delle normali esigenze di vita.

Ultimo aspetto rilevante da considerare è la possibilità di chiedere l’estinzione della pena pecuniaria anche in un momento successivo alla declaratoria di estinzione della pena detentiva (Cass. Pen. Sez. I, 18.3.2009, n. 15184).

jusdemadmin

About jusdemadmin

  •  
  • Facebook
  • Google+

Leave a Comment

*